L’inutile ripetersi dell’utile
26 Luglio 2016

Guesthouse


A public show

di Giorgio Delle Chiaie

A sipario aperto

Palcoscenico vuoto. Nessuno apparirà fino al reale spazientirsi del pubblico presente in sala, quando, dal corridoio, uscirà il primo Attore (statura media, sulla cinquantina) con in mano un cestino colmo di spiccioli, che distribuirà un po’ a tutti (offrendoli più che altro agli spettatori seduti in platea) dicendo che lo spettacolo non avrà luogo e, scusandosi a nome della compagnia per aver fatto spendere inutilmente del denaro ai signori spettatori, li “consolerà” dicendo loro di pensare che se al posto di venire a teatro fossero andati in chiesa gli spiccioli avrebbero dovuto donarli invece che riceverli (la durata dell’intrattenimento sarà legata alla sua improvvisazione). A questo punto, una volta uscito di scena, entreranno gli altri Attori della compagnia, confermando, a dispetto di ogni congettura, che lo spettacolo non potrà davvero essere rappresentato, a causa di problemi riguardanti gli Attori stessi (lutti, incidenti, e via discorrendo).

A sipario chiuso

Dopo che gli Attori si saranno ritirati dietro le quinte, e prima che il pubblico abbandoni definitivamente la sala, il primo Attore, uscendo da dietro il sipario, annuncerà che la reazione del pubblico presente in sala è stata ripresa da delle telecamere nascoste, e che un famoso regista (senza nominarlo) userà tale filmato come materiale creativo per la realizzazione del suo prossimo film, pertanto, sempre che i signori spettatori siano ancora disposti a vederlo, potranno nuovamente accomodarsi sulle poltroncine e assistere all’inizio dello spettacolo vero e proprio. Dopo di che, inchinandosi e ringraziando con sincero affetto gli spettatori rimasti, tornerà ancora una volta dietro il sipario.

A sipario aperto

Scenario essenziale, con due uscite laterali. Un tavolo, nel mezzo, con quattro sedie. Sopra il tavolo un pacchetto di sigarette e un posacenere. Un divano ad angolo, e una poltrona (con acciambellato sopra un gatto nero, immobile) vicino la seconda quinta di sinistra. Un altro Attore della compagnia è in piedi, sul proscenio, che sta introducendo lo spettacolo.

L’altro Attore - Benvenuti a questo spettacolo pubblico dal titolo “La casa dell’ospite”. Buona visione a tutti.
L’Attore che si è appena congedato è il protagonista di questa storia. Si chiama Samuel Crompton e vive a Barleycove, una località di mare nei pressi di Galway, in Irlanda. E’ il proprietario di un Bed & Breakfast alquanto originale, nel senso che è completamente gratuito. Gli altri personaggi sono : suo fratello Oliver James, meglio noto come O.J., Alice Tate, moglie di O.J., Virginia, la loro unica figlia, Polly Webster, amante di Samuel, Liam Sullivan, un vecchio amico di Samuel, Sinead Jameson, una vecchia amica di Samuel, e Anna e Marco, una coppia di ospiti italiani (inchinandosi, uscendo).
Siamo a casa di Samuel Crompton, all’interno del suo inusuale B.&B. -
Voce di O.J. - ... Virginia, ti prego ... -
Voce di Alice Tate - ... dovresti cominciare a pregare qualcun altro! -

Rumore di porta che si chiude. Entrano i fratelli Crompton : O.J., a differenza di Samuel, il quale è allampanato e cadaverico, è piuttosto in carne, e sfoggia una abbronzatura (da lampada) decisamente esagerata.

O.J. - (esasperato, riferendosi alla moglie e alla figlia, appena uscite) Le donne, le donne! Sono come gli ospiti, non è forse vero? Vanno e vengono quando vogliono. A proposito di ospiti ... qualcuno mi ha detto che ormai la ... chiamiamola competizione ... si fa sempre più serrata. E’ così ? Ma ti avvisano almeno, quando arrivano ? -
Samuel - No. Ma qui a Barleycove di tempo ce n’è ... arriveranno ... -
O.J. - ... sei sempre il solito, non sei cambiato affatto ... (indicando il pacchetto di sigarette) da quelle non ti separi mai però eh! Accidenti, se non vuoi farti vedere da me fatti vedere da qualcun altro ... -
Samuel - (accendendosene una) ... risparmiati la predica. Chi è stato a dirtelo piuttosto, radio Meg ? L’ho vista la settimana scorsa. Era in spiaggia, con i marmocchi. -
O.J. - No, è stato Liam. Lo scorso sabato è venuto qui a farsi un giro ... appena ha visto l’insegna mi ha telefonato ... beh, perché fai quella faccia? (giustificato) Credeva vi foste riappacificati ... -
Samuel - ... gli hai dato il numero di Polly? -
O.J. - Me ne sono guardato bene dal farlo! L’ha cercata perfino in Dorset Street, da sua sorella. E lei sai che cosa gli ha risposto? Che Polly ha già avuto chi si meritava. -
Samuel - Allora ? Qualcuno glielo avrà pur detto dove sta ora, no? -
O.J. - No, che io sappia. Perché ? Hai paura che ci riprovi? -
Samuel - Al contrario. Spero che la trovi e che si consolino a vicenda. Non si sa mai. Magari esce fuori qualcosa di buono. -
O.J. - L’unico essere che potrebbe nascere tra Polly e Liam sarebbe un replicante, tenendo conto del genere di neoplasie cui sono entrambi affetti. -
Samuel - Di quale genere stai parlando? -
O.J. - Non hanno fatto altro che vivere di espedienti, sia l’una che l’altro, sono esattamente come quelle cellule tumorali che derivano dalla proliferazione di altre cellule, dei veri opportunisti in pratica, non puoi negare l’evidenza Sam ... (comprensivo) ... ascolta ... dimmi almeno perché hai voluto sottoscrivere quel dannatissimo atto di donazione ... (poi, esasperato) ... e che diamine ... non avevate neanche la comunione dei beni! -
Samuel - Quella casa mi ricordava troppe cose. -
O.J. - Quali? -
Samuel - Affari miei. Cos’è che ti prude O.J.? -
O.J. - Il mio implicito e tacito consenso non significa che io non abbia diritto a delle spiegazioni da parte tua, se permetti. -
Samuel - (esasperato) Ora le vuoi, le spiegazioni ? Fallo tu questo benedetto erede maschio no? C’è mica soltanto Alice a questo mondo. Del resto chi meglio di te potrebbe garantire un degno successore a un nome blasonato come il nostro! -
O.J. - (disgustato) Che idiota! Se ti sentissero parlare così si rivolterebbero dalla tomba ... -
Samuel - ... tu invece che cosa faresti? -
O. J. - Io sono venuto a trovarti qui, con la mia famiglia, ma se la nostra presenza ti è sgradita toglieremo subito il disturbo non appena Alice e Virginia saranno di ritorno, di questo non ti devi veramente preoccupare, te lo assicuro. -
Samuel - (indifferente) Fate come volete, per me è uguale, anzi, scusa, fai come vuoi. -
O.J. - Vedi Sam ... sai qual è lo svantaggio di non avere figli? E’ che ti ritroverai in qualsiasi circostanza a rispondere come un ragazzino se qualcuno tenterà di offrirsi spontaneamente in tuo aiuto. -
Samuel - (provocatorio) Beh, se davvero ciò dovesse accadere farò sapere a questo qualcuno che sono ancora capace di giocare al dottore. -
O.J. - (esasperato) Smettila Samuel! Hai 47 anni, te lo sei dimenticato ? Probabilmente sarà stata Polly a contaminarti con i suoi cromosomi da parassita, quello però che non sono mai riuscito a capire è perché ti ostini imperterrito a non considerare la faccenda sul serio : sei ancora in tempo, perché non vuoi avere figli? -
Samuel - (canzonatorio) Bastoni della vecchiaia, cure amorevoli, margini di qualche appiglio spirituale ... -
O.J. - ... cosa stai bofonchiando ... -
Samuel - ... i figli ... tu dici che sono un parassita, eppure a me sembrano più parassiti quelli che oggi come oggi mettono al mondo altri figli ... -
O.J. - ... se tu fossi o ti sentissi responsabile anche soltanto una minima parte di quanto si sente responsabile chi ha il dovere di preservare il futuro dei nostri figli, potresti in effetti dire come la pensi. Ma siccome ... -
Samuel - ... evidentemente chi ha il dovere di preservare il futuro dei nostri figli non avrebbe il diritto di giudicare l’etica altrui. -
O.J. - Il diritto di giudicare non ce l’ha nessuno, per quel che mi riguarda (pausa) ... quindi, è perché soffri di solitudine e non lo vuoi ammettere neanche a te stesso, che hai deciso di dilapidare le tue sostanze e di aprire casa tua al primo che passa? -
Samuel - (provocatorio) No, è perché ti ammiro ... ammiro la tua professione, il modo in cui ti prendi cura degli altri ... in un certo senso avrei sempre voluto imitarti, è per questo che ... -
O.J. - (indignato) ... che ora è? Pazzesco! Neanche in casa hai un orologio? (sarcastico) Ah già, dimenticavo, a Barleycove di tempo ce n’è ... (indicando il gatto nero acciambellato sulla poltrona) ... a chi dovrei chiedergliela, a quel sacco di pelo? -
Samuel - E’ una femmina. Si chiama Bastit. -
O.J. - (controllando sul proprio cellulare) Comunque sono le quattro. L’hai fatta sterilizzare almeno? -
Samuel - Si, certo. -
O.J. - Come hai detto che si chiama? -
Samuel - Bastit, in onore della dea egizia con la testa di gatto. -
O.J. - (canzonatorio) La mitologia egizia è il tuo nuovo interesse? -
Samuel - Certo. Perché, non lo sapevi? -
O.J. - No, ti giuro ... comunque mi fa piacere, veramente ... inoltre stimola la mia curiosità. Che cosa sai ad esempio di più dettagliato, oltre la risaputa eviscerazione intendo, sull’atto del mummificare? -
Samuel - Beh, che paradossalmente fosse ritenuta una pratica inefficace, in quanto sia Cheope che Ramsete ebbero modo di testare che tale pratica, in origine attuata proprio su dei gatti casualmente rinvenuti nei pressi di Bubasti, non poteva dirsi completamente riuscita perché nei proporzionati vasi canopi felini mancava un organo fondamentale come l’encefalo, di conseguenza li trovarono soltanto parzialmente essiccati ... -
O.J. - (interessato) ... quindi, che cosa fecero i faraoni? -
Samuel - Ordinarono l’abrogazione di domande retoriche al fine di assicurare che il proprio encefalo, una volta asportato, risultasse come elemento determinante a rendere incartapecorita l’intera superficie corporea (alludendo all’abbronzatura sfoggiata dal fratello). -
O.J. - (infastidito) Che deficiente ... è inutile, non crescerai mai. Le quattro cose che conosci ti servono soltanto per fare questi stupidi giochetti da liceale. Sei irrecuperabile. Quando potevi studiare non lo hai fatto, e pur di non chiedere mezzo centesimo hai sgobbato per tutta la vita per avere quello che hai, e ora che non puoi più farlo che cosa fai ? Tutte le sostanze che i nostri genitori hanno pensato bene di mettere da parte per te glieli dai a una donna più giovane e più scaltra per dilettarti a scriverle, oltre che a dirle queste stronzate! -
Samuel - Come sai che scrivo? -
O.J. - Alice ... me lo disse tempo fa. Si ... se la memoria non mi inganna mi disse che aveva notato come eri riuscito nel tempo a camuffare il tuo linguaggio a seconda di chi avevi di fronte, che dovevi senz’altro aver fatto su te stesso un’elaborata analisi psicologica per riuscire ad esprimerti con disinvoltura in diverse circostanze. Quindi, per chi è che scrivi? Quale dovrebbe essere il tuo (canzonatorio) ... lettore ideale? -
Samuel - Non esiste un lettore ideale. Esistono solo dei lettori, che non sono altro che delle nostre proiezioni mentali, nel senso che vorremmo tanto che appartenessero al nostro più intimo immaginario per cercare di migliorare il nostro modo di relazionarci con gli altri, ma che il più delle volte scopriamo che non sono nemmeno dei critici. Magari lo fossero! -
O.J. - (esasperato) Basta Samuel! Non ti sei ancora stancato di recitare la commedia? -
Samuel - A dire il vero l’ho appena iniziata. -
O.J. - (divertito) Stai cercando di dirmi che stai scrivendo una commedia su di noi, sulla nostra situazione familiare? -
Samuel - Qualcosa del genere. Diciamo che tu saresti il cattivo O.J., e che sei venuto qui a Barleycove soltanto perché Polly ti ha informato della mia iniziativa e delle mie future intenzioni, dico bene? -
O.J. - (imbarazzato) Quali intenzioni? -
Samuel - Devo dire che come attore sei pessimo. Dovresti metterci più empatia. Questo è quello che ti ci vorrebbe per dissuadermi da un eventuale testamento olografo. -
O.J. - (trattenendosi, come stesse per reprimere qualcosa più forte di lui) D’accordo, d’accordo ... Liam ormai non lo sento più da anni ormai ... e con ciò? Chi dovrebbe essere il beneficiario, gli ospiti che stai aspettando? -
Samuel - (persuasivo) Chissà ... sono italiani, ma a dire il vero non si direbbe anche perché entrambi parlano un inglese fluente, vissuto. Lei è semplicemente adorabile, è una di quelle persone che vorresti avere al tuo fianco al mattino, appena sveglio, che ti dice buongiorno con la sua voce calda e sensuale ... e lui ... beh, anche lui si difende bene ... -
O.J. - (perentorio) ... si, si, va bene... lasciamo stare va ... Polly è stata fin troppo esplicita. E ora, dove sarebbero questi due adoni? -
Samuel - Al faro dismesso. Dove vuoi che siano ? Del resto è la sola vera attrattiva di Barleycove, a parte il mare e il paesaggio. Immagina le loro facce quando hanno saputo che potevano disporre di un F. B.&B.* Buongiorno mi fa lui, stiamo cercando una doppia, ma le dico subito che siamo italiani. Beh, allora vorrà dire che non baderete a spese faccio io ... - *Free Bed & Breakfast
O.J. - Per cosa l’aveva scambiata la effe? -
Samuel - Per federale. Così abbiamo parlato di politica, di utopie ... -
O.J. - (sprezzante) ... si, va bene, va bene ... veniamo al dunque Sam ... ti è bastato fare quattro chiacchiere con degli sconosciuti per decidere della sorte dei tuoi beni? -
Samuel - (canzonatorio) Oh, finalmente vedo che stai entrando di prepotenza nella parte che ti appartiene! -
O.J. - (furioso) Non ci credo, non è possibile ... ascolta ... riprenderemo questa conversazione quando torneranno Alice e Virginia. Io vado a farmi una passeggiata. -

O.J. esce. Porta che sbatte. Samuel si mette sul divano e allunga le gambe per addormentarsi. Sipario. Breve pausa. Apertura. Il giorno prima. Si sente suonare il campanello d’ingresso. Samuel si alza di soprassalto andando ad aprire, mentre il gatto nero resta immobile.

Voce di Marco - Buongiorno ... stiamo cercando una doppia, ma le dico subito che siamo italiani. -
Samuel - (facendoli entrare) Beh, allora vorrà dire che non baderete a spese. Io sono Samuel, e voi? -
Anna - (cordiale, stringendogli la mano) Piacere di fare la sua conoscenza. Il mio nome è Anna. -
Marco - (facendo altrettanto) E io sono Marco. -
Samuel - Avete già fatto colazione? -
Marco - No, a dire il vero volevamo solo ... -
Samuel - (perentorio) ... la effe dell’insegna vuol dire free. -
Anna - (basito) Cosa? Pensi che noi l’avevamo presa per federale ... si, insomma, per un luogo aperto soltanto agli irlandesi ... -
Marco - ... già ... e se anche lo fosse stato sarebbe in ogni caso oggetto di scommessa per tutti quelli che in Italia si professano federali. -
Samuel - (interessato) Davvero? Per che cosa scommetterebbero? -
Marco - Non mi stupirei se indicessero un referendum per stabilire quante persone come lei contribuirebbero a infrangere il sogno di un’ambita secessione. -
Samuel - Perché? -
Marco - Perché rimarrebbero talmente sorpresi che crederebbero sia opera dello Stato corrotto. -
Samuel - E dello Stato, che ne pensa? -
Marco - Che contribuisce a sorprendere perché continua a pagare quelli sbagliati. -
Samuel - (divertito) Non conosco la vostra situazione, ma permettetemi di dirlo parlate un ottimo inglese. Tè o caffè ? Oddio ... domanda inutile ... -
Anna - ... per certi uomini dovrebbe essere obbligatorio rispettare le abitudini locali, mi creda ... -
Samuel - (mentre si prodiga, premuroso, a preparare il tavolo per la colazione) ... a chi si riferisce in particolare?-
Anna - A tutti quelli che confondono le usanze e i costumi di un popolo con la loro assurda pretesa di appartenenza. -
Samuel - (ironico) Accidenti ... devono averla combinata grossa i federali dalle vostre parti. -
Anna - (divertito) Si ... mi scusi ... è che ho ancora la pessima abitudine di lasciarmi coinvolgere più del dovuto quando si sfiorano certi tasti. Il caffè lo prendiamo volentieri. Che bel gatto! Ma non si sveglia mai? -
Samuel - E’ una femmina e si sveglia esclusivamente quando ha fame. -
Marco - (ossequioso, accomodandosi al tavolo apparecchiato) Grazie Mr. Samuel, lei è la personificazione dell’ospitalità. Che cosa ne pensa dell’ospitalità in genere? -
Samuel - Penso che sia la più nobile tra le virtù, perché a differenza della fedeltà o dell’amicizia sa tener conto della durata. -
Marco - Paradossale come definizione. -
Samuel - Dipende dai punti di vista. -
Anna - Intende dire che il nostro limite è di tre giorni? -
Samuel - (divertito) Certo che no ... vedete ... in primo luogo dovete sapere che è la prima volta che mi confido con qualcuno, di conseguenza faccio davvero fatica a dire tutto ciò che penso, considerato che non l’ho mai fatto con nessuno ... ma in effetti ... non so proprio spiegarmelo, ma in effetti c’è qualcosa che vorrei farvi veramente sapere dal più profondo del cuore... -
Anna - (persuasivo) ... non esiti un istante di più allora Mr. Samuel. Voglio confidarle anch’io qualcosa : personalmente trovo che siano patetiche le rivelazioni a lungo termine tra amici, o peggio, tra familiari, ma in casi come questi le confesso che le adoro. -
Samuel - Bene ... mi fa piacere che lo abbia pensato ... senza dubbio vi sarete chiesti il motivo di questa mia singolare iniziativa ... l’eloquente stupore dipinto sui vostri volti me ne ha dato conferma, per cui ora cercherò di essere il più esaustivo possibile (facendo una pausa e fissandoli entrambi mentre si accende una sigaretta) ... io sto per andarmene ... mi hanno diagnosticato un tumore ai polmoni la scorsa estate. Mi rimangono cinque, forse sei mesi di vita. La cosa buffa è che mio fratello, che oltretutto è un oncologo, non lo sa, e che proprio oggi verrà qui a trovarmi con la sua famiglia soltanto perché una donna, una donna più giovane di me, con la quale ho passato quasi vent’anni della mia vita in una casa di campagna perché credevo nell’amore, credendoci a tal punto che le ho regalato proprio quella casa, soltanto perché questa donna dicevo, ha fatto credere a mio fratello che io lo voglio ricattare a causa del suo desiderio di veder venire alla luce un maschio nella nostra famiglia, visto che sua moglie non ha più potuto fare altri figli ... -
Anna - (compassionevole, prendendolo per le mani) ... Dio mio, ma è tremendo ... -
Marco - (stesso tono) ... mi dispiace immensamente Mr. Samuel ... noi non pensavamo che ... -
Samuel - ... per favore, vi prego ... detesto essere compatito ... vi conosco appena e già la mia condizione mi induce a chiedervi qualcosa in cambio. -
Anna - (premuroso) Qualsiasi cosa! Per l’amor del cielo qualsiasi cosa! -
Samuel - Mi rendo conto che la proposta vi potrà sembrare assurda ma sarei intenzionato a cedervi questa casa se accetterete di recitare la vostra parte fino in fondo. -
Anna - (basito) Quale parte? -
Samuel - Mio fratello arriverà qui nel tardo pomeriggio da Dublino. Questa sera, subito dopo cena, vi presenterete qui con un’aria trionfale ... -
Marco - (sospettoso) ... che cosa vuole davvero da noi Mr. Samuel? -
Samuel - Voi dovreste semplicemente aiutarmi a fare dire a mio fratello una dichiarazione di interesse per ciò che possiedo, niente altro. Mio fratello non lo ha mai ammesso di essere un interessato, ma alla luce di queste informazioni sarebbe fin troppo facile. -
Marco - Si, ma come? E poi, anche se dovessimo in qualche modo riuscirci, lei sarebbe disposto a dirgli la verità? -
Samuel - Indubbiamente (accendendosi nervosamente un’altra sigaretta) ... indubbiamente. -
Anna - (prendendolo per mano) Senta Mr. Samuel, comprendo perfettamente il suo stato d’animo ... mi ricorda mio padre, tanti anni fa ... ma cerchi di fare uno sforzo, sono sicuro che lei mi capirà ... come potremo accettare una proposta del genere lasciandoci coinvolgere in fatti che non ci riguardano? Inoltre, a quante persone lo ha chiesto prima di noi? -
Samuel - Ad esser sincero non me lo ricordo. Ad ogni modo, considerato che siamo in alta stagione e che sono passate appena due settimane da quando mi hanno concesso il nulla osta per l’apertura le posso assicurare che non sono in molti quelli che ... -
Marco - ... mettiamola su questo piano allora ... visto che lei si fida di noi, perché è di fiducia che stiamo trattando, come può garantirci che la sua sia una proposta concreta? -
Anna - (basito) Come ti possono venire in mente certe domande in simili frangenti, sei impazzito? -
Samuel - Non c’è bisogno di alcuna giustificazione. La sua domanda è pertinente come e quanto quella di altri. (a Marco) Male che vada, che cosa avrebbe paura di perdere? -
Marco - (imbarazzato) Diciamo che non amo particolarmente recitare, ecco ... credo che sia un verbo moralmente pericoloso ... che costringa l’essere a subirne il riflesso condizionato ... -
Samuel - ... interessante, ma io le ho appena chiesto se ... -
Marco - ... l’unica cosa che avrei paura di perdere sarebbe forse quella di fare la sua parte, perché se sapessi che mi resterebbe così poco tempo da vivere non mi diletterei a scegliere qualcuno per destinare la mia eredità, ma piuttosto cercherei di mettere in chiaro le cose con chi mi circonda. -
Samuel - (enfatico) Dunque accetta! -

Anna e Marco incrociano gli sguardi, esterrefatti, per un istante.

Samuel - Dio sia lodato! Accettate! Non c’è un secondo da perdere. Ora vi mostrerò alcuni segreti a proposito dell’arte di essere sfrontati in qualsiasi circostanza, della sfacciataggine, come pensiero preponderante ... -
Anna - ... aspetti Mr. Samuel ... -
Samuel - (onirico, alzandosi) ... io non posso più aspettare, gli attimi più esaltanti bisogna saperli cogliere al volo, quando arrivano, senza alcuna esitazione, perché corrispondono a un’unità di misura ascensionale ... (camminando avanti e indietro) cercate di capirmi, il pensiero non è altro che etere, aria ... è in preda alle sue elucubrazioni mentali penserete voi giusto penso io avete visto giusto e voglio rendervi partecipe della mia gioia che respiro proprio ora una macchina fotografica sta immortalando la vostra fantastica espressione è un sogno ricorrente di onestà intellettuale che sa riconoscere chi nasconde la propria verità non si misura con un semplice tornaconto personale ma deve per forza di cose passare attraverso umili prove per assoggettare il credo altrui volgerà al desio quando le ceneri di tutti sparse nell’aria si incontreranno e genereranno amore ... -
Marco - (allarmato, fermandolo) ... va bene, d’accordo ... ci ha convinti. A questo punto però ci dica quale dovrebbe essere la sua strategia ... -

Pausa.

Samuel - ... come vi ho già detto vi presenterete qui dopo cena, con un’aria trionfale, e per aria intendo proprio un pensiero di vittoria stampato sui vostri volti, che stimoli la loro già innata curiosità ... -
Anna - ... in modo da fargli chiedere ... -
Samuel - ... no! A tempo debito! Loro non oseranno mai chiedervi qualcosa di strettamente personale, considerano l’invadenza e l’indiscrezione come i peggiori dei mali ... a meno che non vi azzardiate a fare il primo passo ... -
Anna - (giustificato) ... veramente io stavo solo cercando di dire ... “in modo da far loro chiedere se Barleycove sia un posto che vale la pena visitare”. -
Samuel - (enfatico) Si, certo ... oddio, mi scusi ... è che sono talmente sovreccitato che sto perdendo di vista un po’ tutto dell’intera struttura ... -
Marco - ... quale struttura? -
Samuel - (evasivo) Nulla ... fate come avessi detto nulla, vi prego ... -
Marco - ... non avrebbe dovuto dirlo allora. -
Anna - (comprensivo) Dai, non insistere ... mica hai il diritto di ... -
Marco - ... voglio soltanto vederci chiaro in questa faccenda, non mi sembra di esagerare. -
Samuel - Ha ragione. In fondo lei ha ragione. Vengono meglio le domande a chi non sembra di esagerare. La struttura che mi riferivo è quella di una commedia. - Anna - (interessato) Dunque lei scrive commedie? -
Samuel - Si, ma a differenza di quelli che lo dicono per esibizionismo o per necessità di confrontarsi io lo faccio per vivere. Che cosa volete che me ne importi ormai se a qualcuno venga voglia di rappresentarmi? Voi dovete aiutarmi! -
Anna - Non crede sia più semplice chiarirsi con suo fratello? -
Samuel - Con mio fratello? Le potrei citare il Cristo, per rendere l’idea di cosa sia più semplice, se proprio lo desidera, ma se O.J. fosse il cammello e io la cruna di quell’ago sono certo che anche se la mano di Dio mi prendesse per pungerlo non farebbe quel tentativo. Mi spiego? -
Anna - (risoluto) Le potrebbe andare bene per le otto? -
Samuel - Si, ma ... un momento ... non vi ho ancora spiegato come ... -
Anna - (stringendogli la mano) ... non si dia pena per questo, è stato fin troppo esplicito. Inutile dire che per noi è stato un vero miracolo averla conosciuta. Arrivederci Mr. Samuel. -
Marco - Arrivederci. -
Samuel - Aspettate ... (prendendo in braccio il gatto nero, uscendo con loro) ... vi accompagno alla macchina. Due passi mi faranno bene ... (al gatto) e faranno bene anche a te. -

Porta che si chiude. Sipario. Pausa, relativamente prolungata. Apertura. Dublino. La settimana prima. Casa di O.J. Crompton. Soggiorno : living, con un ampio spazio, riempito soltanto da un grande tappeto persiano. Due divani foderati in pelle (uno di fronte la quinta di fondo e l’altro di fianco) uno schermo l.c.d., appeso alla parete della quinta stessa, e un tavolo molto basso (stile orientale) formano l’angolo del salotto. Alice Tate, una bella quarantenne dai capelli rossi, che fa l’insegnante, e sua figlia Virginia, una splendida studentessa di filosofia, stanno prendendo il tè.

Virginia - (preoccupato) ... che cosa gli sta succedendo? Quando non è in ospedale continua a entrare e uscire da questa casa come fosse un serial killer. Per me è già da un po’ ormai, che ti racconta ... -
Alice - (sarcastico, riponendo la tazza sul tavolo) ... desidera altro oltre al servizio in camera signorina? No? Perfetto! Le ricordo che il check out è fissato per le ore dieci e che non si accettano carte di credito o assegni, solo contanti ... -
Virginia - (esasperato) ... come sei monotona ... possibile che non ti sei ancora stancata di rimarcarmelo? Vuoi spiegarmi che cosa c’entra quello che ti ho appena detto ora con la solita storia che potrei ritenermi un ospite in questa casa? -
Alice - Prima di emettere dei suoni incomprensibili da quella tua splendida boccuccia dovresti imparare a usare meglio la parte che non usi del tuo cervello, tesoro. Sai dov’è andato tuo padre? Da Polly Webster! -
Virginia - (disgustato) Da chi? Questa potevi risparmiartela ... quante volte dovrò ancora dirtelo che il solo sentir pronunciare il nome di quella gatta morta mi fa venire le convulsioni? Allora, che cosa ci sarebbe andato a fare da Polly Webster? -
Alice - A quanto pare a San Francesco gli è venuto in mente di regalarle qualcos’altro! -
Virginia - Ma davvero? Che cosa vorrebbe regalarle ora, tutta Barleycove forse ? -
Alice - Non ne ho idea ... ha risposto O.J. Pensa come era felice di sentirla! Comunque deve esserci sotto qualcosa. Una donna che si è lasciata con un uomo dopo vent’anni di convivenza è perché o si è trovata qualcun altro oppure è perché sono ancora complici. Polly Webster! Fortunatamente quel giorno dal notaio non c’ero ... -
Virginia - ... altrimenti? -
Alice - Se fosse dipeso esclusivamente dalla mia firma è molto probabile che la ritroveresti in chiesa a rubare gli spiccioli dell’elemosina. E’ stata la magnanimità di tuo padre che ha consentito il favorirsi di una convinzione mistica nello spirito dello zio Sam, ma tutto sommato ha avuto ciò che si meritava : è rimasto solo come un cane. -
Virginia - Eppure è ancora un bell’uomo ... potrebbe rifarsi una vita se solo lo volesse ... secondo te perché ha scelto di vivere a quel modo, crogiolarsi in quel suo ottuso e limitato microcosmo fatto di moralismo e di rettitudine? -
Alice - Probabilmente si è illuso di intraprendere una qualche carriera artistica. Gli pseudo scrittori non parlano mai di letteratura, oppure, se a volte tentano di farlo, si trincerano dietro quel loro impacciato e goffo modo di esprimersi senza riuscire a guardarti negli occhi per più di qualche fuggevole istante perché non sono mai sicuri di quello che dicono, non c’è altra spiegazione. -
Virginia - Pensi che lo abbia mai letto Wilde? -
Alice - Se, come penso, la sua condizione di autodidatta gli avrà imposto di scartarlo a priori per subdoli preconcetti, comincerebbe a prendere forma la sua visione delle cose, cosa ancora più pericolosa, se pensi con quale veemenza potrebbe inveire contro chi ne possedesse una di anche sole due righe più ampia della sua ... ma, ecco che arriva tuo padre ... (portiera di automobile che sbatte) ho sentito sbattere la porta del Land Rover ... -
Virginia - E come attore? Te lo vedi che interpreta la parte di Dorian Gray, a teatro? -
Alice - Sotto l’effetto di qualche stupefacente, forse ... magari quando va a procurarsi l’oppio dopo aver assassinato Basil Hallward, mentre invece Alan Campbell trova il fratello di Sibyl Vane : in quella scena penso proprio che sarebbe capace di venderla la sua anima al diavolo, pur di saperla recitare. -

Entra Oliver James Crompton.

O.J. - Ciao principessa, ma non dovevi essere in palestra oggi? -
Virginia - Si, ma all’ultimo momento la tua adorabile regina è stata così gentile da informarmi circa la tua provenienza, così ho ritenuto più opportuno presenziare questa seduta allo scopo di formulare una valida arringa. -
O.J. - Ho sempre pensato che avresti dovuto iscriverti a giuris prudenza. -
Alice - Allora? -
O.J. - Terrazza con vista City Hall, soggiorno living con parquet in ebano e palissandro, bagno piastrellato a mosaico con vasca idromassaggio a forma d’ostrica, e per mia fortuna non ho potuto ammirare la camera da letto ... questo sembra essere lo stile dell’appartamento di Polly Webster in Dame Street. E tu sai che cosa significa. -
Alice - Ne sei stupito? Ma che cosa ti aspettavi? Guarda che anche se l’avesse arredato in modo più spartano non le sarebbero bastati lo stesso per permettersi un appartamento qui a Dublino. -
O.J. - Ho capito, ma con il ricavato della vendita della casa di Kilkenny ci è andata molto vicino, il che significa che quel coglione di mio fratello le ha sganciato addirittura parte di quello che ha ereditato con me. -
Alice - (dubitativo) Ma quello spasimante che aveva ... -
O.J. - ... Liam ... -
Alice - ... Liam si, Liam Sullivan ... che fine ha fatto? -
O.J. - Non lo so ... a dire il vero non gliel’ho nemmeno chiesto, ma mi è bastato ascoltarla, credimi ... pazzesco ... è come se l’avesse fatto per ripicca, hai capito cosa intendo no? Ha usato Polly Webster per farmi capire che non siamo più fratelli, ma questa volta non la passerà liscia ... questa volta lo punirò ... si, lo punirò, gli darò una punizione esemplare ... -
Alice - La stessa ripicca? -
O.J. - (sarcastico) Che perspicacia! -
Virginia - Piano, piano, andateci piano ... ci sono qui anch’io, ve lo siete dimenticato? Sapete quanto detesti essere esclusa dalle conversazioni, eppure nonostante tutto vi ostinate a ... -
Alice - ... è a causa della mia sterilità, tesoro, che le nostre discussioni hanno cominciato a diventare alterchi interminabili, è stato grazie alla mia occlusione tubarica che l’ha provocata, che ci ritroviamo quotidianamente a rimettere in gioco il sacro vincolo del matrimonio, a compromettere le nostre amicizie, i nostri rapporti interpersonali, a escluderti addirittura da un argomento che di certo non può considerarsi tabù, viste le svariate volte che lo abbiamo affrontato insieme ... -
O.J. - ... continua a metterla sul melodrammatico, tanto per almeno due prossime generazioni il buon nome dei Tate non scomparirà definitivamente dalla faccia della Terra. -
Alice - (canzonatorio, alla figlia) Che peccato! E pensare che io mi ero già messa in testa di fare una donazione spontanea all’anagrafe per cambiare una consonante del mio cognome, proprio per ... -
O.J. - ... (alterato) vergognati! Come puoi parlare a questo modo quando sai benissimo che ... -
Virginia - (al padre) ... ma si può sapere che cosa ti sta realmente succedendo? Possibile che non sai più riconoscere nemmeno quando ti sta prendendo in giro? -
Alice - (alla figlia) Tuo padre è ossessionato dalla successione dinastica. Quello che mi da più fastidio in tutta questa faccenda, e che mi delude anche, sia come donna, condizionata da un intervento così delicato subìto all’apice della fecondità, e sia come madre, condizionata allo stesso modo dal dissimulare giorno dopo giorno questo patetico complesso ... -
O.J. - ... parlate, parlate ... è scientificamente provato che la chiacchiera provoca orgasmi extrasensoriali ... ci sono donne che parlano, mentre altre che fanno i fatti. E sapete oggi che cosa ha fatto Polly Webster? Mi ha ricattato, ecco che cosa ha fatto! -
Alice - (basito) Come dici scusa? -
O.J. - (nauseato) Ufficialmente si sarebbero lasciati circa tre mesi fa, ma a quanto pare starebbero ancora insieme, soltanto che avevano deciso di comune accordo di prendersi del tempo per vedere se riuscivano a fare a meno l’una dell’altro ... le solite cose che ... -
Alice - ... a me non sembrano proprio le solite ... -
O.J. - (perentorio) ... fammi finire! Se io finanzierò un loro progetto, ovvero quello di fornire vita natural durante gli approvvigionamenti necessari all’insolito e nuovissimo Free Bed&Breakfast di Barleycove, mio fratello si impegnerà con lei fino a che non nascerà un maschio ... -
Alice - (basito) ... stai scherzando? -
Virginia - (stesso tono) Devi essere impazzito ... -
O.J. - (alterato) ... smettetela! Non è ancora tutto! Se non accetterò il compromesso mio fratello offrirà i suoi beni a qualcuno di sua completa fiducia che selezionerà tra gli ospiti ... -
Alice - ... non ci credo ... -
O.J. - ... mi sono già informato da O’Brian, tra l’altro ... -
Alice - ... (alterato) ... da O’Brian? -
Virginia - (giustificato, al padre) In effetti O’Brian non è proprio il massimo come legale eh ... -
Alice - ... dobbiamo far pedinare questo Liam Sullivan, sapere se quella strega di Polly Webster fa il doppio gioco ... (al marito) dovresti assoldare qualcuno, fargli fare delle istantanee che provino la presenza intima di Sullivan nel suo appartamento ... -
O.J. - (sarcastico) ... complimenti! Chi ti dice che non siano già d’accordo i tre fenomeni? -
Virginia - (al padre) Perché non la tiri fuori tu una bella idea? -
O.J. - Dovete venire con me, a Barleycove. -
Alice - A fare cosa? -
O.J. - Quello che vi riesce meglio : recitare. Domattina lo informerò circa il nostro arrivo, gli dirò che avevamo pensato di fargli visita sabato viste le splendide giornate, anche perché era da troppo tempo che non ci vedevamo. Fingerò di non sapere nulla a proposito della sua brillante iniziativa. Se me lo dirà lui invece farò in modo che non si accorga che io ne sono al corrente. Una volta arrivati, voi due morirete dalla voglia di andare in spiaggia, vi comporterete proprio snobbandolo come al solito, e mi raccomando ... nessun accenno all’insegna che Polly Webster mi ha detto di aver fatto mettere a trenta metri dall’abitazione, è molto importante ... mi consentirà di pianificare il dialogo per quando resteremo soli ... -
Virginia - ... secondo me è tutto inutile, lo zio Sam è lunatico e imprevedibile. Non penso che ... -
O.J. - ... che non abbia il fegato di provocarmi sapendo che sta per ricattarmi? -
Virginia - Non proprio. Comunque il senso della domanda che ti stavo per fare era quello. Perché non dovrebbe avere il coraggio di chiederti se accetti o meno le sue condizioni? -
O.J. - Perché se è vero che mi deve ricattare aspetterà che io faccia la prima mossa per appurare il motivo della mia indifferenza. -
Virginia - Chi te lo assicurerebbe? -
O.J. - Il fatto che sono suo fratello. -
Alice - (esasperato) Continua. -
O.J. - Indipendentemente dal coinvolgimento di Liam gli dirò che è stato lui a far trapelare la notizia, dopodiché, se ancora non avrò sentito con le mie orecchie del ricatto e del complotto gli rinfaccerò tutti i suoi sbagli, le sue convinzioni da sognatore, tutto quello che mi verrà in mente insomma, fino ad esasperarlo, pur che me lo dica in faccia. Quindi entrerete in scena voi. Io uscirò con un pretesto e verrò a cercarvi, per suggerirvi come aizzarlo ... -
Alice - ... dove vuoi arrivare O.J.? -
O.J. - Voglio istigarlo alla violenza, voglio indurlo a commettere qualche sciocchezza in presenza di estranei, vedere che mette le mani addosso a qualcuno di noi. -

Virginia confabula per qualche istante con la madre ed esce di scena.

O.J. - Dunque? - Alice - (esasperato, uscendo) Deve esserci sempre un dunque? -

O.J. va a sedersi sul divano. Apparentemente calmo, fa per versarsi del tè, ma invece di farlo scaraventa con rabbia la tazza contro la parete della quinta di fondo. Sipario. Pausa, relativamente prolungata, in cui si sente una musica assordante, sovrapposta a delle urla festose, incomprensibili. Periferia di Dublino. Seminterrato di Liam Sullivan. La scena si sta svolgendo contemporaneamente a quella appena vista a casa di O.J. Crompton. Altro rumore di vetri rotti. Apertura. Cartacce e immondizia in genere, sparse qua e là, insieme a indumenti sporchi e bottiglie di vetro rotte. Polly Webster, una donna di mezz’età che dimostra dieci anni in meno, bionda, con i capelli a caschetto, vestita in modo pacchiano, è con Liam Sullivan, suo coetaneo, ma che invece (da come si può dedurre dal suo abbigliamento trasandato, oltre che dal suo aspetto) ne dimostra almeno dieci in più. Sono entrambi ubriachi.

Polly - ... complimenti ... hai fatto strike ... -
Liam - ... lo so ... l’ho fatto doppio ... -
Polly - ... invece di sollazzarti come tuo solito fossi in te mi preoccuperei fin da subito ... Samuel non è poi così deficiente come sembra ... -
Liam - (divertito) ... questa si che l’hai sparata grossa ... se non è deficiente lui me lo dici chi dovrebbe esserlo? ... senti Polly, lo conosco da quando eravamo alti così ... delle donne ha paura, non c’è nulla da fare. Quante volte devo ancora dirtelo? L’ultima volta che si è fatto vivo qui a Dublino, appena dopo il colpaccio, se l’è svignata di fronte a Trudie e a Ruth, da sole, a Temple Bar! Dai ... non può funzionare! -
Polly - (risoluto) Che ti piaccia o no dille di tenersi pronta per sabato. -
Liam - (allarmato) Sabato? Ma cos’è, ti sei fritta le meningi per caso? C’è la semifinale sabato. -
Polly - (alterato) Cosa vuoi che me ne frega della tua fottutissima semifinale. Sinead è una a posto, fa una vita regolare, bisogna avvertirla per tempo. Ora poi che ha conosciuto questo Matthew ... credo proprio che abbia deciso di tenerselo ... -
Liam - ... appunto ... -
Polly - ... che ne sai tu, del vero amore ... -
Liam - ... e tu allora, se davvero lo amavi tanto il tuo Sam perché te ne sei andata via da Kilkenny? -
Polly - Quando le storie finiscono finiscono, e non c’è altro da dire. Se qualcuno finge è solamente perché gli conviene. Io l’ho amato sul serio Samuel, ma non poteva più durare perché eravamo troppo diversi. Sinead invece è come lui, le piace la tranquillità, godere delle piccole cose ... -
Liam - (divertito) ... su questo non ci sono dubbi ... -
Polly - ... anch’io l’altra sera (in falsetto) ... non ho avuto dubbi ... -
Liam - (attirandola a se) ... ti è piaciuto eh? E come ce l’aveva, come quello di un cavallo? Sai che dobbiamo farlo più spesso? Però la prossima volta scelgo io ... c’è quella che sta al fondo del piazzale ad esempio, con quel morto che sembra suo nonno che ha sotto il culo l’emme 5 ... l’ho vista salirci sopra mentre si chinava apposta per raccogliere chissà cosa, la cagnetta ... -
Polly - (divincolandosi) ... dille di tenersi pronta per sabato, altrimenti dovrai scordarti anche di me oltre che di quella cagnetta. -
Liam - (giustificato) Ehi ... ricordati che sono stato io a farti conoscere Samuel! -
Polly - (canzonatorio) Uh, è vero, hai ragione ... magari pretenderesti addirittura che ti ospitassi nel mio appartamento in Dame Street, vero? (poi, provocatorio) Pensi di averne il diritto solamente perché tua moglie avrà trovato in mezzo a qualche altra schifezza delle mutandine di una taglia più grande di quelle di tua figlia? O forse perché ... -
Liam - (prendendola per il collo) ... sai qual è il problema di voi donne? E’ che avete la lingua talmente lunga che non vi accorgete nemmeno quando vi si attorciglia attorno alle orecchie ... -
Polly - (furioso, divincolandosi, tirando fuori il cellulare) ... sei uno stronzo ... ora chiamo la polizia ... -
Liam - (reverenziale) ... ti giuro che domani mattina passo da Sinead ... le dico che vi siete lasciati da un pezzo e che lui è proprio giù di corda, anzi, che ha addirittura tentato di suicidarsi. Che ne dici? Dai Polly ... funzionano sempre queste cose ... già me la sento che mi dice dio mio e come sta adesso, dov’è sempre a Barleycove? Devo andarci subito Liam, non posso perdere un solo istante, grazie per avermelo detto ... e mentre sta per fiondarsi nella sua Vauxall rossa mi dice ancora ... ma tu come fai a sapere queste cose? Allora cerco di tranquillizzarla, le parlo del B.&B. ... -
Polly - ... no, questo no ... come scusa per farla venire con te ci può stare, ma non devi fiatare sull’attività. O.J. potrebbe farsi vivo in qualsiasi momento ... -
Liam - (basito) ... e allora? Quando saremo a Barleycove lo vedrà da sola no, che ... -
Polly - ... un conto è vedere qualcosa e non sapere niente su qualcuno che c’entra con quello che si è visto, un altro conto è sapere qualcosa su questo qualcuno e vedere proprio ciò che meno ci si aspetta abbia fatto. -
Liam - E se questo qualcuno fosse lì? -
Polly - Passerebbe per bugiardo. Agli occhi di Sinead, come a quelli di un qualsiasi estraneo alla faccenda. Per te quale versione sarebbe più sincera, quella di Samuel o quella di O.J.? -
Liam - Ma sei rincoglionita? Come farebbe Samuel a dire che suo fratello lo ricatta se non lo sa neanche? -
Polly - Glielo dirai tu. -
Liam - Io? E perché mai dovrei dirglielo io? -
Polly - Perché Sinead possa crederci. Dovrai comunque dirglielo, anche se O.J. non fosse presente ... d’altra parte non è che un uomo, e poi le è sempre piaciuta Sinead, solamente che fingeva di essere disinteressato perché stava con me. Di occasioni ne ha avute, anche con altre, per carità, è pur sempre un bell’uomo, ma con Sinead era diverso ... cioè, se con le altre mi faceva notare che si, erano delle belle donne e che forse mi avrebbe anche tradito per farsi una scopata era solamente per ammettere di fronte a me, che gli chiedevo di continuo se gli piaceva Sinead, che era l’ultima persona della quale mi sarei dovuta preoccupare. -
Liam - Ti ho già detto come la penso : per quello che ne so io con le donne è un fallimento bello e buono. -
Polly - Allora vuol dire proprio che non lo conosci affatto. D’altra parte, se sapessi che cosa pensa di te ... -
Liam - Perchè, che cosa penserebbe di me, sentiamo ... -
Polly - ... diciamo che non è molto carino sentirselo dire. -
Liam - No, diciamo pure invece che ora me lo dici. -
Polly - (provocatorio) Beh, lui pensa che tu sia ... un pappone, ecco ... -
Liam - ... cosa? E come gli sarebbe venuto in mente, mentre si guardava un documentario? -
Polly - (dubitativo, poi, furioso) Non lo so ... diciamo che non lo so e che non lo voglio sapere, intesi? -
Liam - Intesi, intesi ... glielo faccio vedere io, il pappone ... ma ... toglimi una curiosità ... a chi di voi due è venuto in mente di fare questa cosa? -
Polly - Quale cosa? - Liam - Di aprire quel cazzo di B.&B. gratis. -
Polly - A lui, è ovvio. Solamente a Samuel potrebbero venire in mente certe idee. Perché me lo chiedi? -
Liam - Così ... per sapere ... -
Polly - ... comunque prima o poi lo avrebbe fatto lo stesso, con o senza di me, anzi, probabilmente se fossimo ancora insieme quella sarebbe stata la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso. C’è sempre una goccia che fa traboccare questo fottuto vaso. -
Liam - La nostra, quale sarebbe? -
Polly - Ma se non c’è manco il vaso! Come fai a preoccuparti della goccia? Te l’ho già detto di cosa ti devi preoccupare ... se c’è una cosa che mi piacerebbe proprio sapere è come si fa a capire quando qualcuno se lo merita, l’amore ... onestamente, ora come ora, per te Samuel se la meriterebbe una come Sinead? -
Liam - Si, penso di si ... se tieni conto che ... -
Polly - (perentorio) ... di cosa, che mi ha pagato il disturbo? Che si sarebbe tolto un peso dalla coscienza dopo che gli ho sacrificato una vita? Che dava tutto per scontato? Che io stessa mi sia data da fare per trovargli una sostituta? Se lo vuoi davvero sapere l’unica cosa che Samuel si merita è di vederselo passare davanti, l’amore, senza riuscire più a tenerselo ... e a quell’età è dura fare finta di non riconoscerlo. -
Liam - Scusa sai, ma non ho ancora ben capito che cosa vuoi fare. -
Polly - Vuoi che ti faccia un disegnino, così ti ricordi meglio? -
Liam - (infastidito) Ma piantala! Che bisogno c’è di prendermi sempre per il culo? Se non ho capito, non ho capito ... che bisogno hai di ... -
Polly - (risoluto, prendendogli la testa tra le mani) ... o.k. ascolta ... sabato tu e Sinead andrete a Barleycove. Fin qui tutto chiaro? Da quel che so a Sinead le gira bene con questo Matthew, perciò prima verrà a sapere che si tratta solamente di vedere più da vicino i lati del carattere di Samuel e meglio attutirà il colpo del falso allarme, vale a dire che tu, durante il tragitto, appena avrai finito di sparare le tue solite cazzate del tipo ... pensa che si è ingoiato dieci flaconi di valium o che so io, le racconterai di come ha lasciato me per potersi dedicare agli altri ricattando O.J. -
Liam - Ma se mi hai detto che è Samuel quello al quale devo dire che O.J. lo ricatta, come potrebbe credermi se prima le dico che è il contrario? -
Polly - (esasperato) Cristo Santo, con te è inutile ... è di Sinead che stiamo parlando ora, non di Samuel. Quello che dirai a Samuel, e cioè che Samuel dovrà dire che il fratello lo sta ricattando, glielo dirai solamente perché Sinead possa intenerirsi! Se Samuel penserà che ci sia sotto il mio zampino, e conoscendolo non potrebbe non pensarlo, o reagirà in malo modo, oppure la vedrà come una specie di ricompensa, come un’occasione che non potrà più permettersi di lasciarsi scappare. Per questo penso che scelga la seconda ipotesi. Ti è chiaro ora? -
Liam - Si, si ... ho capito ma ... io che cosa ci guadagno? -
Polly - Eccolo qui, l’avvoltoio. Figurarsi se non si azzardava a spolpare qualche carogna! -
Liam - Non dirmi che speravi che lo facessi gratis perché non ci credo nemmeno se me lo dici. -
Polly - Apri il becco allora. -
Liam - Diecimila se salta tutto, oppure metà dell’anticipo pattuito nel caso improbabile che a quel coglione di O.J. gli passi per la testa di accettare. -
Polly - E bravo Liam ... te li sai fare i conti eh ... peccato però che non li hai fatti con me, perché sono io il tuo datore di lavoro fino a prova contraria. E visto che hai osato addirittura chiedermi cento bigliettoni, quando sai benissimo che a me basta digitare un numero per decidere come e quando far saltare tutto quanto, te ne prendi solamente più dieci senza fiatare. -
Liam - Dieci? E cosa ci dovrei fare con dieci bigliettoni, pagarmi la broda? -
Polly - Se preferisci puoi restare qui e lavorare per qualcun altro. -
Liam - O.K. Dieci andranno bene. Pensa però, se O.J. dovesse accettare ... -

Polly sbuffa, nauseata. Sipario. Pausa. Verso di gabbiani (riprodotto con un audio amplificato) e voci indistinte. Porta che si apre. Rumori prolungati di passi che salgono per le scale. Barleycove. Il giorno stesso, dell’incontro. Interno della cabina del guardiano del faro dismesso. Apertura. Sulla quinta di fondo, il mare, con le sue conformazioni rocciose (proiettato su di un telo per diapositive), un oblò, appeso alla prima quinta di sinistra, e in prossimità della seconda quinta di destra, tre scatoloni, su di cui, sopra uno, è poggiata un’accetta e degli ormeggi. Anna è vicino agli ormeggi e si sta facendo fotografare da Marco.

Anna - (con in mano l’accetta, mentre simula di tagliare gli ormeggi) Fammela così. Si deve vedere a cosa servivano. -
Marco - (indifferente, scattando la fotografia) Come vuoi. -
Anna - Vuoi che te ne faccia una io? -
Marco - No, è meglio di no. Se avessimo più tempo mi piacerebbe farmene una giù, dal mare. -
Anna - Troppo rischioso. Con il vento che tira oggi sfido chiunque a farsene una da lì. Ma che cosa stai guardando? -
Marco - (enfatico, guardando dall’oblò, senza voltarsi) E’ stupenda ... È una formazione rocciosa circolare che forse soltanto da questa postazione lascia intravedere un lembo di mare così, a triangolo ... (spostandosi) guarda tu stessa ... -
Anna - (guardando dall’oblò) Notevole ... davvero spettacolare ... -
Marco - ... già ... è un peccato che non funzioni più questo faro ... a volte penso che mi sarebbe piaciuto essere il guardiano, fare le segnalazioni alle navi deviando con un fascio di luce la loro rotta, comunicare via radio le insidie della forza dei nodi marini ... insomma, mi spieghi perché hai voluto a tutti i costi che ti immortalassi con quell’accetta in mano? -
Anna - (esasperato) Senti ... ognuno la vede a modo suo, se permetti ... Tagliare simbolicamente gli ormeggi di un’imbarcazione, che sono stati appositamente esposti all’interno della cabina del guardiano di un faro che non ha mai funzionato, a mio avviso vuol dire promuovere lo scopo stesso di chi ha avuto l’idea di farlo costruire. -
Marco - (giustificato) Ma questo faro non è stato costruito con l’intenzione di non volerlo fare funzionare. In origine avrebbe dovuto funzionare. Che senso avrebbe divulgare una fotografia come la tua? Perché vorresti far conoscere al mondo un posto come questo, per rovinarlo, attirando gente che non farebbe che deturpare il paesaggio circostante? -
Anna - Perché a casa nostra sono sempre io quella che apre le porte, mentre chi le chiude sei tu. -
Marco - A forza di aprirle però dovresti aver capito che ci guardano dentro tutti, e che a forza di guardarci dentro tutti, non possiamo più neanche guardarci noi in santa pace. -
Anna - A parte il fatto che è passato ormai troppo tempo da quando ci guardavamo in santa pace, ma se proprio dovessimo ancora farlo ti sarebbe venuto forse in mente di chiedermelo? -

Pausa. Si sentono dei passi.

Anna - Sta salendo qualcuno. Speriamo che non salga su tutto il gruppetto. Detesto la calca. -
Marco - Io invece adoro le contraddizioni. -

Dal corridoio, in platea, salendo dalla scaletta laterale del proscenio, entrano O.J. Crompton, sua moglie Alice e sua figlia Virginia.

Virginia - (enfatico, ai genitori) Bello! Dalla vostra descrizione però me la ero immaginata più come il bivacco della stanza di un centro sociale. -
Alice - (cordiale, ad Anna e Marco) Buon pomeriggio. -
Anna - (con la stessa cortesia, mentre continua a perlustrare con curiosità, da turista, insieme a Marco, il quale accenna soltanto un timido sorriso) Buongiorno a voi. -
O.J. - (alla moglie) Non so perché, ma ogni volta che torno qui dentro mi prende qualcosa allo stomaco, mi viene la nausea ... -
Alice - ... sarà per questo che le hai dato quell’impressione (riferito alla figlia). Soltanto in questo luogo esiste ancora quella strana alchimia che riesce a infondere nel proprio stato d’animo la molteplicità dei sentimenti e a modularla a seconda del cambiamento che ne è in atto. E’ una questione di prospettive : guardando dall’oblò non si vede soltanto il mare e le rocce circostanti, ma si vede chiaramente anche come e perché in noi prendano forma certe sensazioni, per chi ha la fortuna di avere il tempo di contemplare questo splendido spettacolo naturale. -
Virginia - (guardando dall’oblò) Comunque sia, se fosse realmente come dici tu, Barleycove sarebbe presa d’assalto da un’orda di turisti ... -
O.J. - ... vi ricordo soltanto che è già da un’ora che sto passeggiando, e che di certo avrà pensato che sono venuto in spiaggia a cercarvi ... potrebbe insospettirsi ... -
Alice - ... stai sfiorando la paranoia O.J. -
O.J. - (ironico, prendendo sottobraccio la figlia, incamminandosi verso la scaletta del proscenio) L’ultima volta che tua madre ha centrato una mia valutazione ho dovuto chiamare Glenn ... e non per fare smentire lei ... -
Virginia - (divertito) ... possibile che devi sempre dare spettacolo a proposito delle nostre beghe familiari? -
Alice - (imbarazzato, ad Anna e Marco) Arrivederci ... -
Anna - ... arrivederci! -
La famiglia Crompton esce di scena passando per il corridoio.
Anna - (sottovoce, ma comprensibile) Hai sentito come lo ha chiamato? -
Marco - Ho sentito, ho sentito ... sarà un omonimo ... sai quanta gente passa da qui ... -
Anna - (sarcastico) ... ci passa il mondo intero! Soprattutto quella parte di mondo a cui piace guardare attraverso le porte! -

Pausa.

Marco - Ti va se ci andiamo a mangiare qualcosa? Tra un po’ qui chiuderanno e poi ... se dobbiamo essere lì per le otto ... –
Anna - ... ascoltami molto attentamente ... io non ho alcuna intenzione di farmi rovinare la vacanza dall’unico psicopatico irlandese che abbiamo incontrato fino ad ora, va bene? Ci rimangono solo più sei giorni e dobbiamo ancora andare al Nord, vedere le scogliere di Mohair, i Dolmen, la salita del gigante e Dio solo sa cosa, quindi la cosa più conveniente da fare è metterci già in cammino, se non ti dispiace. -
Marco - Ah ... così tu semplicemente te ne andresti ... che strano ... non sei nemmeno curiosa di quanto quell’uomo possa aiutarci? -
Anna - Mi auguro per te che non stai parlando sul serio, perché se così fosse ti meriteresti di essere lasciato a piedi. Non solo fingi interesse per qualcuno quando sei sempre stato il primo a non dare importanza alle cose che si dicono quando si è fuori casa, ma pur sapendo che quell’uomo vuole divertirsi alle nostre spalle ti azzardi perfino a stimare le sue facoltà nel caso dicesse il vero! -
Marco - vuoi dire forse che non lo escludi? -
Anna - Mi stai prendendo in giro? Dico, ma ti sei accorto che quell’uomo non è del tutto finito, che quando si è alzato in piedi per dire che non poteva più aspettare altra gente a interpretare quella parte c’è mancato poco che ci restasse sul serio? Vuoi sapere chi mi sembra veramente? Mi sembra uno pieno di soldi che non ha mai lavorato e che proprio non sa cosa vuol dire guadagnarseli, ecco chi mi sembra! -
Marco - In effetti, se scrive commedie ... -
Anna - ... al di là di questo ... è che non è spontaneo, gli si leggeva chiaro in faccia che recitava la sua, di commedia. Forse vuole vedere come ci comportiamo ... chi ti dice che non sia d’accordo con il fratello? La gente che si annoia e che non sa più come divertirsi s’inventa di tutto pur di passare una serata diversa, interessante, e soprattutto divertente ... -
Marco - ... è un motivo in più per andarci allora ... e poi fa parte della vacanza, sono convinto che te ne pentiresti amaramente se non ci andassimo. Ti prometto che alla prima occasione ... cioè, non appena dovessimo accorgerci della presa per i fondelli, ci guardiamo dritto negli occhi e gli diciamo in faccia tutto quello che pensiamo sul loro conto e su tutta la gente che rappresentano. (alterato) Non vedo l’ora guarda ... fa bene alla salute sfogarsi, e io, con tutto quello che ho inghiottito in questi anni, credo proprio che una terapia basata esclusivamente sul vomito diretto sia di gran lunga la più efficace ... -
Anna - (soffiandosi il naso con un fazzoletto rosso) ... ecco, lo sapevo che dovevo prenderlo di un altro colore. -
Marco - (furioso) Ma cosa? Possibile che appena parliamo di cose serie te ne esci con le tue solite cazzate? -

Pausa.

Anna - (brillante, sventolandogli il fazzoletto sotto il naso) Olè ... la prossima volta andremo in Spagna! -
Marco - (sprezzante) Sei come loro. Pensi di far divertire gli altri con delle battute che non fanno ridere neanche i polli. -
Anna - Loro chi? -
Marco - I polli, quelli che dovrebbero prenderci in giro. -
Anna - Ma si può sapere che cosa mi devo inventare per vedere il barlume di un sorriso splendere ancora sul tuo volto? Non te ne rendi più nemmeno conto, ma ormai stai trattando anche me come tutti gli altri. Ti danno tutti fastidio, ce l’hai con tutti quelli che hanno i soldi e mi paragoni addirittura a loro soltanto perché mi sino permessa di fare una battuta. Ma dove sei finito Marco, non ti riconosco più, dimmelo, dove sei finito? -
Marco - Non lo so, è che questa storia mi ha preso l’anima, è come se mi vedessi tra cinquant’anni e dovessi scegliere a chi destinare quello che ho sapendo che mi rimangono pochi mesi da vivere. Tu ce l’hai un figlio, io no. -
Anna - Avevi soltanto da metterne al mondo uno quando te l’ho chiesto. Comunque puoi trovarne quante ne vuoi in giro di donne più giovani e più carine di me, nel caso avessi cambiato idea. -
Marco - No, non ho cambiato idea. -
Anna - (provocatorio) Però, se ne trovassi una più giovane e carina ... -
Marco - ... esempio? -
Anna - Beh ... la figlia del fratello di questo Samuel l’hai vista, no? -
Marco - (esasperato) Ancora con questa storia dell’omonimo! -
Anna - (risoluto) Andiamo ... si sta facendo tardi. -

Anna e Marco escono dal corridoio. Sipario. Pausa. Sabato : il giorno stesso dell’incontro. Casa di Samuel Crompton. Interno del B.&B. Apertura. Sulla poltrona non c’è il gatto nero. Si sente bussare ripetutamente alla porta. Samuel sta andando ad aprire.

Samuel - Scusate, sto arrivando ... il campanello non funziona, deve essersi rotto ... (deluso, a Liam) ... ah, sei tu ... (entusiasta, a Sinead) ... Sinead! Che sorpresa! Qual buon vento ti porta da queste parti, sempre single? -
Sinead - (entrando con Liam. Sinead Jameson è la classica donna irlandese, di carnagione chiara, lentigginosa, con i capelli rossi, di media statura e di bell’aspetto) Già ... pare che io non abbia avuto molta fortuna con gli uomini ... e tu piuttosto, perché hai rotto con Polly? -
Liam - (imbarazzato) Ehm ... posso parlarti un secondo a quattr’occhi Sam? -
Samuel - (infastidito) Non ti accontenti mai di fare soltanto il cafone eh ... (a Sinead) come ha fatto a convincerti a venire qui con lui? -
Sinead - E’ una lunga storia, preferirei non parlarne. -
Samuel - Come vuoi, d’accordo ... ad ogni modo credo sia meglio se ci sedessimo, che ne dici? (poi, al tavolo) L’hai più vista o sentita Polly? -
Sinead - (sarcastico) Come no! Ci sentiamo quattro se non cinque volte al giorno e ci vediamo regolarmente tre volte alla settimana! -
Samuel - (comprensivo) D’accordo, scusa, evidentemente siamo partiti con il piede sbagliato ... so che deve essere stata dura anche per te, ma ... -
Sinead - (perentorio) ... anche per me? Non ti sarai mica messo d’accordo con quel lurido verme schifoso per caso? Quante volte ti ha seguito Polly prima di beccarti in flagrante, dodici? -
Samuel - Calmati Sinead ... io sono Samuel ... -
Liam - ... Sam ... -
Sinead - (autoritario) Samuel Crompton pensavo che almeno tu fossi diverso, ma vedo che in fondo sei come tutti gli altri. -
Samuel - (basito) Volete spiegarmi che cosa sta succedendo ... -

Si sente bussare nuovamente alla porta.

Samuel - (ad alta voce, andando ad aprire) ... questo deve essere mio fratello che torna dalla spiaggia con la sua bella famigliola dopo una lunga passeggiata ... -
Virginia - (brillante, entrando con i suoi genitori) ... giornata memorabile ... peccato per la marea, sale sempre troppo in fretta ... com’è zio Sam, qui procede tutto a gonfie vele? Ma guarda un po’ chi c’è ... Liam Sullivan ... e questa bella signora chi è? -
Sinead - Sinead, Sinead Jameson. Sono una vecchia amica di tuo zio. -
Alice - (stringendole la mano) Alice Tate. E’ un piacere vedere una nuova presenza femminile in questa casa. D’altronde ora penso proprio che ne seguiranno molte altre considerato l’evolversi degli eventi. -
O.J. - (al fratello) Non me lo avevi mai detto di avere una vecchia amica così affascinante! (poi, a Liam) E tu, come te la passi? -
Liam - Non male ... -
O.J. - (provocatorio) ... ci credo, con quello che fai! Di che cosa ti occupi ora, ricettazione? -
Liam - (sarcastico) Sbagliato. Spaccio. -
Alice - (stesso tono) Interessante. Narcotraffico e favoreggiamento alla prostituzione sono sempre state ritenute le locomotive trainanti di una sana economia, però secondo me dovresti puntare anche su qualcos’altro ... -
Liam - (allarmato) ... Sam, Sam ... dobbiamo parlare in privato, ora ... te l’ho già detto, poi sono arrivati loro e quindi ... -
Samuel - (pacato) ... ma certo, vieni pure con me ... (uscendo con Liam) andiamo fuori un attimo ... -

Pausa.

Virginia - (a Sinead, visibilmente imbarazzata) ... deve essere frustrante vedere il proprio partner che si allontana nel bel mezzo di una conversazione ... eh si ... si inizia così, con una banale noncuranza, per poi arrivare alla parziale omissione sul quotidiano, e quando ci si rende conto che la più totale e devastante mancanza di rispetto ha sopperito a sostituire ciò che l’idillio ha creato per generare scampoli di buona fede, diventa troppo tardi continuare a fingere che non sia successo. Io ne ho cambiati quattro, ma mi creda ... -
Sinead - (divertito) ... Liam non è il mio partner ... -
Virginia - ... oh! Mi scusi! Il fatto è che certe situazioni evocano in me spiacevoli ... -
Alice - ... non vorrei apparire troppo sgarbata, ma penso che anche Sinead sia in evidente imbarazzo ... -
Sinead - ... non posso negarlo ... conosco Samuel da molti anni ... quando ho saputo che ha tentato di uccidersi mi sono completamente ... -
O.J. - ... ha tentato di uccidersi? -
Sinead - (ulteriormente imbarazzato) No ... voglio dire, me lo ha detto Liam per convincermi a venire qui ... in realtà credo che sia tutta opera di Polly Webster ... -
Rientrano Samuel e Liam. Samuel - ... da un po’ di tempo a questa parte non si fa che parlare di Polly, sembra quasi che la sua assenza valga più della vostra stessa presenza, anzi, probabilmente anche più della mia visto che per diciamo sdebitarsi ha fatto si che il suo spirito fosse qui per mandarmi Sinead a rincuorarmi ... ma a Kilkenny era assolutamente diversa, ve lo posso garantire ... ve lo dice uno che ha pensato che tutti voi siate venuti solo per interesse, uno al quale non rimangono grandi cose da dire, insomma, uno che ha scoperto che con il tumore c’è poco da fare ... -
O.J. - (alterato) ... bugiardo, ipocrita! Che Dio possa aver misericordia della tua arroganza nei confronti di chi è malato sul serio! -

Pausa.

Alice - (canzonatorio, a Samuel) Se questa è la commedia che stai scrivendo devi considerare la dizione, innanzi tutto ... per gli attori è molto importante, non si mettono al tavolino, come fai tu, non hanno il tempo di riflettere come gli autori, sono persone, e come tutte le persone che hanno rapporti umani hanno bisogno di esprimersi. Con questo non voglio dire che gli autori siano bestie, ovviamente, ma ... (notando il progressivo avvilimento di Samuel) ... ehi, riprenditi! Ma che cos’hai, ti è morto il gatto? A proposito dov’è quella bestiaccia nera obbrobriosa? -

Altra pausa.

Sinead - (a Samuel) Hai toccato il fondo. Non solo ti diverti a ricattare pubblicamente tuo fratello e la sua famiglia, ma fai anche la vittima! E pensare che ero venuta solo per te, perché mi avevano detto che stavi per ucciderti ... ma ora finalmente l’ho capito il tuo gioco ... -
Samuel - (esterrefatto) ... il mio ... cosa? -
Sinead - Ringraziando il cielo sto con un uomo vero, che mi vuole bene. Si chiama Matthew, Matthew Douglas, lo conosci? E’ un commerciante di vini e liquori che sta dalle parti di Merrion Square. L’ho conosciuto in ospedale, quando quel porco schifoso di Mick si è piantato contro un guard rail ... si fosse ammazzato almeno ... Matthew era andato a trovare sua madre, che era in terapia intensiva a causa di un altro incidente ... ci siamo letteralmente scontrati ... quando Liam mi ha detto che avrei dovuto soltanto vedere da vicino che vita avrei fatto se fossi stata con te non ci volevo credere perché pensavo che quella stronza di Polly ... si, insomma, che era stata lei a lasciarti ... poi invece ho visto l’insegna e mi sono detta no, non è possibile che Samuel abbia fatto questo, che l’unico vero amore della mia vita si sia ridotto ad aprire agli altri casa sua perché nessuno ci vuole andare ... -
Alice - ... questo Mick era il suo amante? -
Sinead - No ... amanti per come lo intendo io non lo siamo mai stati. Io lo amavo, ma lui non ha mai amato nessun’altra all’infuori di Polly Webster e di se stesso. (sprezzante, a Samuel) E tu invece? Che razza di uomo dovrebbe essere uno che dopo quasi vent’anni che sta insieme a una donna ti lancia un chiaro segnale d’amore e che poi si rimette con quella stessa donna come se nulla fosse successo? E chissà con quante altre stupide come me avrai fatto lo stesso giochetto ... ma adesso è finita Samuel, adesso che hai avuto il coraggio di mollare la tua preferita non avrai più nessuno che ti farà compagnia, è finita ... (avviandosi all’uscita) ... non ti scomodare, conosco la strada. (a Liam) E tu, si può sapere che cosa stai aspettando? -
Liam - Mi dispiace Samuel, non pensavo che ... -
Sinead - (perentorio) ... vuoi muoverti! Non c’è la semifinale questa sera? Non mi avevi forse detto che se facevamo una cosa veloce avresti fatto ancora in tempo a vedertela? -

Sinead e Liam escono.

Virginia - (a sua madre) Hai capito ... è stato lui a lasciarla, la gatta morta ... -
Alice - (a Samuel) ... che diritto avevi di trattare tuo fratello a questo modo? La sola ragione per cui tento di darmi una risposta, ma da cui stento a crederci è che, a seguito della tua indubbia macchinazione, ora mi viene da pensare a te come a qualcuno che non ha più alcun interesse a vivere perché è corroso dal rimorso. -
O.J. - (a suo fratello) Mia moglie e mia figlia mi hanno accompagnato qui perché mi vogliono bene, perché mi amano. Dov’è finito invece ora l’amore che per secoli tu ti sei vantato di avere? Hai preferito nasconderlo sotto un cumulo di menzogne per farmi vedere quanto eri bravo a ottenere ciò che volevi? Lo vuoi capire una volta per tutte che questo maledetto figlio non avrebbe mai potuto vedere come un Crompton anche se lo avessi fatto perché l’odio lo avrebbe reso cieco dalla nascita? Fa male la verità eh ... fa male ... fa talmente male che non sei più neanche in grado di ribattere ... è l’invidia la tua rovina! Oppure saresti capace addirittura di negare che ti sarebbe piaciuto avere una famiglia come la mia? Siamo sempre stati diversi, questo è vero, ma se le divergenze di opinioni ... -
Virginia - (esasperato) ... per favore ... -
O.J. - (furioso) ... taci! Possibile che tu non riesca ad assistere a una sola discussione familiare senza intrometterti a sproposito? Quello che è successo è un fatto di una gravità estrema, e se ancora non sei riuscita a capirlo forse è arrivata l’ora anche per te che inizi a farlo! -
Alice - Calmati O.J. Virginia non ha tutti i torti. Quello più esasperato tra queste mura mi sembri tu, non tuo fratello. -
O.J, - Lo credo bene! (indicando il fratello) Non lo vedi? Guarda con quale cipiglio è capace a fissarci! Sembra un condannato a morte per crimini di guerra contro l’umanità che spera ancora di passare per martire! (al fratello) Parla dunque, esprimi il tuo ultimo desiderio almeno! -

Samuel inizia a piangere, allargando le braccia verso il fratello. Sipario. Pausa, relativamente prolungata. Si sente bussare ripetutamente alla porta. Apertura. I due fratelli Crompton, apparentemente riappacificati, sono sul divano, insieme ad Alice. Virginia sta andando ad aprire la porta.

Virginia - ... cercate quanto meno di darvi un contegno, vado io ... ( ad Anna e Marco) ... ah, buonasera ... così sareste voi gli ospiti tanto attesi! Entrate prego, accomodatevi! Fate come se foste a casa vostra! -

Entrano Anna e Marco, incrociando gli sguardi.

O.J. - (stesso tono) Buonasera! Se sapevo che eravate italiani ci saremo potuti intrattenere ... -
Marco - (perentorio, ad Anna) ... si prospetta una magnifica serata! -
Anna - Che succede Mr. Samuel? Pare che stia per morire da un momento all’altro! E’ già riuscito a farglielo dire, per caso? -
Alice - (alzandosi in piedi) Chi dovrebbe dire cosa? -
Anna - Ma come, lei non ne sa nulla? Eppure questa mattina Mr .Samuel ci aveva assicurato che avrebbe detto a suo fratello, che tra l’altro dovrebbe essere un oncologo da quello che ho capito, che sta per andarsene all’altro mondo per colpa di un tumore ai polmoni, e che l’unico desiderio che aveva era quello di sentirsi dire prima da lei (rivolgendosi a O.J.) che il suo interesse è mirato esclusivamente all’eredità. -
O.J. - (furioso, alzandosi) Alzati in piedi Samuel! -
Samuel - (indifferente) Sparati ... -
Marco - (a O.J., il quale sta per aggredire il fratello) ... aspetti, aspetti ... non vorrà farlo proprio ora voglio sperare ... siamo ancora al primo atto ... lo dico per tutti voi ... (canzonatorio) è controproducente e sgarbato, soprattutto nei riguardi delle signore qui presenti! Andiamo! (sprezzante) Ma che gusto ci provate ad ideare serate come questa? Si può sapere chi credevate di trovare, la solita coppia di turisti imbecilli? Beh, mi spiace, ma noi non facciamo parte di quella categoria ... sarebbero capaci di farsi abbindolare perfino da una volpe, se capite che cosa intendo ora per volpe ovviamente ... noi lavoriamo ogni santo giorno per riuscire a mettere da parte qualcosa e goderci in piena e assoluta libertà ciò che Dio ha voluto che ci godessimo. Noi abbiamo altri mezzi per divertirci, senza dover ricorrere necessariamente all’irrisione di gente che la pensa in modo diverso da come la pensiamo noi. Avevamo visto giusto appena siamo arrivati qui : quella effe sta proprio per federale, vi si addice, è l’emblema del vostro stile di vita ottuso e intollerante, e paradossalmente, anche se è dura doverlo ammettere, siete allo stesso livello di chi non avete mai sopportato, di quelli che per divertirsi hanno soltanto bisogno di bere alcolici, o di farsi di coca o di marijuana ... -
Alice - (perentorio) ... calma, calma, cerchi di moderare il suo linguaggio piuttosto ... innanzi tutto il tono della sua voce è ingiustificato, e poi come si permette di giudicare? Le piacerebbe se varcassimo la soglia di casa sua per insultarla come ha appena fatto lei? -
Anna - (risoluto, a Samuel, porgendogli una banconota) Questi sono per la colazione che ci ha gentilmente offerto questa mattina ... -
Samuel - (rifiutandola) ... no! -
Anna - Voglio che sappia soltanto una cosa Mr .Samuel! Ho visto mio padre patire le pene d’inferno gli ultimi giorni, nemmeno la morfina gli faceva più effetto, e nonostante tutto, quando mi stringeva le mani, non sembrava che volesse portarmi con lui. E’ morto all’età di 47 anni devastato da dolori indicibili ... -
O.J. - ... lei era al corrente di quanta morfina gli somministrassero? -
Anna - Che diavolo vorrebbe insinuare lei? -
O.J. - Io non voglio insinuare un bel niente ... la morfina è un alcaloide oppiaceo che ha un principio attivo narcotico ed analgesico, ed è in grado di alleviare la sensazione dolorosa del paziente a seconda del dosaggio . -
Anna - (sarcastico) Grazie per la consulenza, vorrà dire che la chiamerò immediatamente quando verrà il mio turno! Che cosa vorrebbe insinuare, ripeto, che mio padre non avrebbe sofferto, se ho capito bene? -
O.J. - Affatto! I malati terminali soffrono, questo è risaputo ... io stavo semplicemente cercando di accertarmi della sua consapevolezza circa l’assunzione di morfina da parte di suo padre perché tempo fa mi trascinarono in tribunale per un caso di eutanasia e ... -
Marco - ... come se l’è cavata? -
O.J. - Assoluzione con formula piena. I capi di imputazione non reggevano, sebbene i familiari del paziente, miei accusatori, fossero riusciti a coinvolgermi come unico imputato responsabile della sua morte perché sostenevano che gli avessi prescritto una dose eccessiva di morfina a loro insaputa. Il paziente era un sacerdote, e fino all’ultimo momento i familiari erano convinti che volesse soffrire, tant’è che al capezzale dell’uomo mi scongiurarono di iniettarla malgrado fosse ancora capace di intendere e di volere, beninteso ... l’ineluttabilità delle circostanze li indusse ad agire legalmente in quanto si ritenevano ingannati dal sottoscritto per aver agito contro la volontà di un uomo di fede che aveva loro promesso sconcertanti rivelazioni taumaturgiche, e che quindi, senza il suo esplicito consenso di porre fine alle sue pene, che invece mi diede in loro assenza, si sarebbero sentiti demotivati e costretti a credere in qualcos’altro ... in altre parole questi capi di imputazione non erano altro che semplici illazioni ... -
Anna - (provocatorio) Se lei dovesse vedere suo fratello in quello stato come si comporterebbe se sapesse che invece desidera soffrire? -
O. J. - Senta ... io non ho la più pallida idea di che cosa vi abbia raccontato questo rottame umano (indicando il fratello, moralmente distrutto, sul divano) ... so soltanto che né la mia famiglia né tantomeno io meritavamo un trattamento simile, tant’è che mi sono già amaramente pentito di averlo perdonato per la frase che ha pronunciato poco prima che voi bussaste alla porta ... -
Virginia - (sprezzante) ... vorrei essere un ospite, ha detto ... non so se ve ne rendete conto, voglio dire ... voi non potete certo rendervene conto perché lo conoscete appena, ma ... -
Alice - ... non credo che questi signori abbiano intenzione di approfondire la conoscenza di tuo zio ... -
Marco - ... la prego, la lasci finire ... -
Virginia - ... grazie ... finalmente c’è qualcuno che si è accorto della mia presenza! Però adesso ... (imbarazzato) ... oddio, me ne sono completamente dimenticata ... -
Anna - ... non si preoccupi signorina, credo che sua madre se lo ricordi perfettamente. -
Alice - (divertito) Ma certo ... si stava parlando della fatidica frase che il mio qui presente cognato ha pensato bene di esternare all’epilogo della sua patetica commedia, per tentare in qualche modo di catalizzare l’attenzione sulla sua personcina, sapendo che voi non avreste tardato a bussare alla porta. (canzonatorio) Non ditemi che non vi ha detto di essere un drammaturgo, il tratto del genio è inconfondibile : è quasi come se parlasse di se stesso identificandosi in voi ... c’è come una sorta di verità pirandelliana che emerge in quel suo “vorrei essere un ospite”. Non trovate? -
Marco - In effetti, un legittimo sospetto ... –
Anna - (perentorio) ... altro che legittimo sospetto, io te lo avevo detto subito fin dall’inizio ... non è che un ciarlatano (ad Alice) ... scommetto che in fin dei conti è lui che vi sta ricattando ... -
Alice - (basito) ... cosa? (poi, ravveduto) Ah, si ... ovviamente vi avrà detto senz’altro che lo ricattiamo noi ... ma mi consenta di dirle che i panni sporchi si lavano in famiglia, e che è proprio da questi luoghi comuni, da ciò che a qualcuno potrà sembrare odioso, come certe banalità, che si riconosce più facilmente l’animo altrui. Sono già due notti che non riusciamo a prendere sonno a causa di questa storia, mia figlia e mio marito ve lo possono confermare, ma la soddisfazione di essere venuta fino qui e vederlo in balia di scherno e umiliazione mi rende appagata ... per lo meno in parte, visto il detersivo usato nel lavaggio ... -
Anna - (divertito) ... bene ... ora che abbiamo chiarito il malinteso credo proprio che possiamo togliere veramente il disturbo ... -
Marco - ... senza dubbio ... (a O.J.) ... e scusatemi ancora per prima ... -
O.J. - ... non lo dica nemmeno per scherzo ... sono io che mi sento ancora in debito di scuse (porgendogli un biglietto da visita) ... qualora doveste tornare a Dublino, prima di ripartire, passerete a trovarci ... ve lo sto ordinando in qualità di medico! -
Virginia - Ehi, quanta fretta! Non sono neanche le nove! La serata è ancora lunga, non vorrete andarvene proprio ora ... le amicizie più belle nascono sempre da spiacevoli diverbi, e in fondo anche lo zio Sam lo sa. (allo zio) Non è vero? Prima o poi troverà il coraggio di dire qualcosa ... io un po’ lo conosco ... è terribilmente auto ironico, soltanto che non lo da a vedere perché è fermamente convinto che quelli che pensano di esserlo si atteggino a divi del palcoscenico. (agli ospiti) In ogni caso il posto più vicino dove potete trovare una sistemazione per questa notte è Bantry ... dista circa due ore di macchina da qui, per cui tanto vale che restiate a dormire nella camera degli ... -
Marco - ... siete davvero molto gentile, ma non credo che ... -
Anna - ... a dire il vero avevamo pensato di viaggiare tutta la notte proprio per vedere sorgere l’alba nella contea di Galway. -
O.J. - Potete sempre vederla dopodomani! Inoltre vi assicuro che l’alba qui a Barleycove è pura contemplazione, un vero e proprio cibo per l’anima ... un cibo indispensabile, sano, leggero ... naturalmente più leggero della colazione irlandese ... -

Anna e Marco ridono spassionatamente.

Alice - (alludendo a Samuel, con un cenno della testa) ... non appena si riprenderà la vedremo tutti insieme ... (poi, enfatico) allora ... per dare inizio alla serata io proporrei di fare un bel disegno. -
Marco - (incuriosito) Quale disegno? - Virginia - (alla madre) Aspetta un secondo, ti prego ... vorrei prima chiedere una cosa al nostro ospite ... (a Marco) ... quali sono i suoi artisti preferiti, o meglio, qual è la corrente artistica in cui sente di avere maggiori affinità espressive? -
Marco - Vuole una risposta sincera? -
Virginia - (imbarazzato) Beh ... veda lei ... -
Marco - ... mi scusi, non ci faccia caso ... è che mi è venuto in mente che per rispondere alla sua domanda dovrei prima sapere di quale disegno stiamo trattando. -
Virginia - Perché? -
Marco - (ironico) Perché se lei prima vuole sapere da me chi sono i miei artisti preferiti io devo pur avere il diritto di conoscere in anticipo il dipinto in questione, se non altro per una questione di competenze ... -
O.J. - (divertito, alla figlia) ... ti è andata male tesoro ... -
Anna - (divertito, ad Alice) ... le dispiace ... -
Alice - (stesso tono) ... a quanto pare siamo partiti con il piede giusto ... allora ... onde evitare prematuri battibecchi è bene che vi informi che la mia predilezione per la contemporaneità ha decisamente influito sulla mia idea originaria, ma non potendo fare a meno di notare il vostro interesse temo di dover modificare, anche se non di molto, il genere di disegno che vi propongo di eseguire. Il disegno è semplicissimo : appurato il fatto che la lettera effe è stata causa di malintesi e di incomprensioni avrei gradito che la si sostituisse, disegnandola a caratteri cubitali, con la acca di felice, ma ripensandoci questa acca la vedrei affiancata meglio alla effe ... decisamente meglio ... la vedrei con un’ottica diversa ... voi che ne dite? -
Marco - Che se fosse stata in Italia non si sarebbe fatta influenzare da certe lettere ... -
Anna - (divertito) ... anche perché se in Italia avesse un B&B del genere la acca l’avrebbero forse presa per ospedale ... -

Attimi di ilarità generale : Samuel li osserva tutti inorridito.

O.J. - (alludendo al fatto che il fratello si è appena alzato dal divano) Attenzione! Si è mosso! -
Virginia - (mentre Samuel si avvia all’uscita) Secondo me sta tentando di farsi propaganda sapendo che una volta uscito continuerà ad essere al centro dell’attenzione ... -
Alice - ... è possibile, conoscendolo ... si può sapere almeno dove stai andando Sam, a prepararti il discorso per quando torni? -
Voce fuori campo di Samuel - (lasciando la porta aperta, mentre entra il gatto nero) Si ... a questo punto credo proprio di si ... mi sono addirittura visto mentre lo stavo iniziando, ma con la lettera “d”! -
Virginia - (divertito) Ve lo dicevo ... c’è sempre un principio auto ironico in tutto ciò che dice o ciò che fa ... (poi, agli ospiti) ... secondo voi che cosa ha voluto intendere per lettera “d” ? -
Marco - Francamente non lo so ... -
Anna - ... sordo? Voleva forse per caso farci capire che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire? -
Virginia - No, non credo ... (mentre suo padre va a chiudere la porta) lo zio Sam è un uomo che pensa di aver avuto già tutto dalla vita, che ciò che gli accadrà negli anni a venire per lui sarà soltanto un dono divino da aggiungere alla sua già ricca e nobile esistenza. Se ha ricattato mio padre lo ha fatto semplicemente per capire fino a che punto erano entrambi disposti a scendere a quei determinati compromessi che tutti ora noi conosciamo, se ha recitato la parte dell’offeso e della vittima lo ha fatto semplicemente perché crede nell’umiliazione, perché la reputa la forma più alta del sapere. Quella lettera “d” per lui non significa altro che morte, a modo suo vuole lasciare intendere che è finita, che ha messo una pietra sopra a questa faccenda, che si è pentito di aver coinvolto nella sua folle dimostrazione di ospitalità le persone a lui più care ... osservate la sua espressione appena rientra e poi dimostratemi che non è vero ciò che ho appena asserito ... -
Alice - ... l’unica cosa vera che appare osservandolo è che purtroppo ... ed è davvero triste doverlo ammettere ... è che con un volto del genere non poteva proprio fare a meno di prendersi un gatto nero. -

Sipario