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Libagioni necessarie

“L’OSSERVATORE SPIATO” RIVISTA OCCASIONALE IN RETE

Libagioni necessarie

Sarebbe sufficiente propagandare quel sostegno e quella solidarietà rivolta alla Causa palestinese e dimostrata dalla maggioranza dei popoli del mondo – indipendentemente dalla loro provenienza – per far capire perfino al più stolto dei teledipendenti che il rischio di un inasprimento globale del conflitto arabo/ebreo coinvolgerebbe anche proprio chi finge di piangere in diretta tv nel modo più infimo che la natura umana sia mai riuscita a generare. Eppure, se per puro caso si accendesse la tv, non si potrebbe far altro che assistere impotenti a quello sfoggio ipocrita di chi inneggia alla vittoria dello Stato sionista, con tanto di titoli di giornale consoni soltanto a tifosi da stadio, ai minuti di silenzio osservati durante partite di calcio internazionali e dove lo stesso silenzio (per le vittime israeliane del conflitto in questione) viene rispettato – mentre per le vittime del genocidio in atto a Gaza city no – all’epurazione, da parte di alcune redazioni di note trasmissioni tv (oltre che perfino da parte del Salone del Libro) di certi personaggi pubblici ritenuti scomodi per il solo fatto di essersi schierati dalla parte degli “aggressori” e che, non essendo in linea con gli argomenti trattati dalla narrazione dominante, vengono sistematicamente esclusi per non far sentire le loro voci, che tutto sommato cercano solo di ricostruire le cause che hanno riportato il terrorismo in Medio Oriente. Per non parlare dei cosiddetti tuttologi tout court, i quali, pontificando a proposito della Palestina (in buona sostanza dicendo che Hamas ha attaccato Israele usando il pretesto religioso facendo scorrere troppo sangue) “dimenticano” che lo Stato sionista di Israele nulla ha a che vedere con i principi della religione ebraica, nè tantomeno con quella musulmana, e che non ha certo avuto remore nel voler espandere il proprio amato e bistrattato territorio. In pratica, per cercare di orientarsi nella giungla dell’informazione propinata dai vari organi di stampa nazionali, l’utente medio dovrebbe, o meglio, deve poter intuire se è vero che la macabra decapitazione di alcuni ostaggi minorenni (avvenuta per mano di Hamas) sia una notizia autentica e dunque ufficiale, da trasmettere, oppure – considerata l’astensione da parte delle autorità israeliane alla richiesta di un commento a caldo, ovvero che non l’hanno di fatto nè confermata nè tantomeno smentita – se è falsa, e dunque da non trasmettere. O magari mettere in dubbio se il bombardamento atroce e ininterrotto dei razzi israeliani che sono esplosi addirittura contro un ospedale di Gaza city sia da considerarsi un atto di legittima difesa, escludendo a priori che si tratti di un vero e proprio genocidio perpetrato con le stesse modalità dimostrate dall’allora follia omicida nazista. Insomma, chi la vuole questa guerra – questa come qualsiasi altra – che inevitabilmente scoppierà a causa di pretesti camuffati da interessi che sono vecchi come il mondo, se non le stesse Istituzioni? Quali e quante altre vittime innocenti dovranno soddisfare la sete di pulizia etnica sommata agli altri inesauribili bisogni di certi organi istituzionali? Quanto sangue dovrà ancora essere versato? Nel corso degli anni un’istituzione praticamente inutile come l’ONU – che non ha fatto altro che dimostrare inconsistenza e incapacità nel regolare le crescenti tensioni tra gli Stati sovrani e per la quale è stata istituita – è stata usata dalle super potenze esclusivamente come uno scudo protettivo, in “virtù” di una sana e proficua deresponsabilizzazione. Del resto lo stesso Vaticano – alla stregua dell’allora noto Procuratore, così come del più contemporaneo Pio Pontefice, connivente degli orrori perpetrati dalla furia nazifascista conto gli Ebrei – ha continuato e continua a lavarsene le mani a proposito della sofferenza dei popoli, riducendo il recente simposio sinodale ad una mera comparsata.