“L’OSSERVATORE SPIATO” RIVISTA OCCASIONALE IN RETE
Pianificazione di un genocidio con la relativa esecuzione materiale a danno del popolo palestinese, censura nei confronti di qualsiasi genere di dissenso verbale, o peggio, scritto, nonché eventuali sanzioni per chi pubblica contenuti antisemiti. Così si potrebbe riassumere in sintesi l’ultima folle proposta dei riformisti DEM a proposito del DDL sull’antisemitismo che porta la firma del senatore Delrio, il quale – facendosi “scudo” nientemeno che con l’International Holocaust Remembrance Alliance, che definisce antisemitismo ogni critica radicale contro lo Stato di Israele – non fa altro che rendersi complice del massacro tutt’ora in atto (con l’aggravante dell’esser diventato uno tra i tanti paladini del vittimismo da strumentalizzazione che popolano indisturbati qualsiasi spazio multimediale messo a disposizione con il contributo del popolino). A differenza della pur “giustificata” faziosità in merito, infatti – faziosità ostentata con orgoglio dall’attuale esecutivo – o per una sorta di innato neo colonialismo, forse, oppure magari a causa di una più probabile ricompensa, tale integerrimo senatore ha non soltanto avuto il merito di continuare a confondere l’opinione pubblica tra concetti come semitismo e sionismo, ma ha perfino provocato una profonda spaccatura tra le fila delle varie anime dei riformisti DEM (così come del resto di tutto il cosiddetto Campo Largo!). Che cosa avrà mai voluto dunque significare questa ennesima trovata propositiva, avanzata in un momento storico così cruciale per la politica estera? Che cosa potranno mai desumere, oggi, i responsabili della Commissione Internazionale Indipendente d’inchiesta (appartenenti all’ONU) ? Che non c’è stato alcun genocidio, ovviamente, che lo Stato di Israele è una democrazia eletta dal popolo e che aveva e avrà sempre il diritto di difendersi da qualsiasi Stato aggressore o, peggio, da qualunque organizzazione paramilitare terroristica generata deliberatamente per poter incolpare l’avversario di turno, senza ombra di dubbio; che – così come anche qualche assennato e bravo (finalmente!) giornalista italiano dichiarò in tempi non lontani da oggi – non è affatto vero che a Gaza si muore di fame perché da un mero punto di vista oggettivo non risultano bambini malnutriti, Ciò non può essere messo in discussione, ci mancherebbe! Del resto è tutto documentato; che lo Stato di Israele ha fatto e continuerà a fare il cosiddetto lavoro sporco per tutto l’Occidente, questo sia ribadito per inciso, ma soprattutto: che nessuno al mondo si possa mai più azzardare a parlar male di uno Stato che mai si è permesso di invadere altre terre e che è sempre rimasto fedele ai princìpi laici di un popolo che fu sterminato dalla follia nazista, e che – a forza di ripetere che chi la pensa diversamente merita suo malgrado l’onta di esser diventato uno dei tanti depositari della verità – si è persa definizione stessa di verità.