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L’isola dei coprofagi

“L’OSSERVATORE SPIATO” RIVISTA OCCASIONALE IN RETE

L’isola dei coprofagi

L’enorme mole di documentazioni audiovisive relative ai fascicoli segreti del fu (o forse no?) faccendiere Jeffrey Epstein che è emersa all’inizio del nuovo anno con una forza di verità dirompente, e che ha dimostrato in modo inequivocabile come il marcio, intriso sin dentro il midollo della classe elitaria occidentale, sia di gran lunga ben più grave rispetto a quello riscontrato ad Elsinore e abbia coinvolto i soliti insospettabili esponenti politici (e non) è con ogni probabilità soltanto la punta dell’iceberg di pedosatanismo rimasto ancora intrappolato sotto una spessa coltre di ghiaccio. Con il recente arresto del former Prince Andrew Mountbatten-Windsor (fratello di King Charles III) – notizia uscita in via ufficiale qualche giorno fa su Fox News e che ovviamente, non potendo anche questa essere ignorata dalla narrazione dominante, non ha fatto altro che fomentare uno spauracchio generale – la domanda che sorge spontanea è la seguente: se l’ex Principe è stato usato come capro espiatorio per consentire all’attuale Re in carica di dire che La giustizia deve fare il suo corso – evitando così di scavare a fondo sotto la coltre di quel dannato ghiaccio tramite l’elargizione di pochi scellini, o al massimo di qualche penny, beninteso – perché le autorità competenti che hanno l’onere di condurre le inchieste non intervengono in modo celere e trasparente? In buona sostanza, perché l’intera procedura del corso delle indagini non viene spettacolarizzata (proprio come se si dovesse trattare di un reality show) per far sì che si giunga a una conclusione, netta, inconfutabile? Temono forse che l’indice Footsie possa concludere la settimana in ribasso, così come invece la Procuratrice Generale a stelle e strisce (nonché tutrice legale dell’attuale POTUS) ha di recente giustificato il fatto che il Dow Jones era al rialzo e che quindi non era proprio il caso che il giudice le chiedesse di rendere conto alla Corte del perché lei stesse spudoratamente mentendo sotto giuramento in merito ai contenuti degli Epstein Files? Nella logica dell’assurdo e dell’inimmaginabile – vale a dire in quella logica di potere in cui addirittura chi stupra e/o si nutre dei resti di qualche innocente smembrato è considerato un individuo normale – tutto ciò che purtroppo sta miseramente venendo a galla dalle immagini di repertorio contenute negli Epstein Files è visto come una pratica abituale, come un trend o un must do it, per dirla alla americana, ragion per cui la sopraffazione fisica, etica e morale dell’altrui esistenza è quanto meno doverosa. Di contro, tenendo conto di tutta la stima che l’opinione pubblica nutre per le Istituzioni in genere (soprattutto per i Ministeri di Grazia e Giustizia) che da sempre hanno dimostrato di far rispettare le leggi indiscriminatamente – e appreso anche che dopo appena 12 ore il suddetto ex Principe (accusato di aver fatto trapelare dei documenti top secret di proprietà del Regno Unito al presunto defunto Epstein) è già stato rilasciato, per l’ennesima volta dunque ogni singolo suddito dell’Impero Pedosatanista potrà confidare in una meritata condanna del capro espiatorio di turno. Ma non una condanna amministrativa, ci mancherebbe, bensì una giustizialista, con una pena da scontare sulla nota isola di Little Saint James situata nelle isole Vergini. In pratica qualunque soggetto coinvolto – indipendentemente che appartenga al clero o alla nobiltà – verrà deportato sull’Isola, privato di ogni bene e sostanza materiale e costretto a cibarsi dei suoi stessi escrementi pur di salvare la pelle, diventando così uno degli innumerevoli partecipanti del più grande reality show mai realizzato da un’emittente statale e facendo sì che l’onta di quei misfatti rimanga per sempre scolpita nella memoria collettiva, che li ricorderà come il più classico degli esempi da emulare.