“L’OSSERVATORE SPIATO” RIVISTA OCCASIONALE IN RETE
Giusto per non rovinare la festa – nonché lo strameritato riconoscimento unanime dovuto di diritto all’attuale esecutivo per esser riuscito finalmente, malgrado il continuo ostracismo ostentato da troppi togati cocciuti, a indire il referendum per la tanto sospirata riforma della Giustizia – è giunta fresca fresca la notizia che in quel di Tripoli la Procura ha ordinato l’arresto del Generale Al- Masri (ex Capo della Sicurezza delle Carceri della stessa città) rinviandolo a giudizio con l’accusa di torture e crimini contro l’umanità. Cosa, questa, che renderà senza dubbio ancora più tronfi e magniloquenti sia l’attuale Capo del Viminale che l’integerrimo Guarda Sigilli di Palazzo Piacentini, i quali, lo scorso Gennaio furono i fautori materiali o forse, per meglio dire, le menti acute della famigerata operazione Al Capone, che ha consentito alle Forze dell’Ordine tricolore di porre in stato di fermo permanente il pericoloso criminale libico. Satira a parte (il rammarico per la recente dipartita del vignettista che meglio ha saputo rappresentare chi ha il dovere di divulgarla è d’obbligo) con ogni probabilità Al-Masri o verrà processato da un Tribunale libico, oppure verrà consegnato alla Corte penale Internazionale, resta il fatto però che nei confronti dei suddetti Capi nazionali si potrebbe richiedere Giustizia per davvero: secondo quanto sostiene la consulente legale di una donna ivoriana infatti (una donna che è residente nel Bel Paese e che è stata una vittima degli abusi di potere e delle torture subite dal Generale libico) si potrà fare una richiesta di risarcimento a danno della Presidenza del Consiglio, screditando ulteriormente l’attuale esecutivo (sebbene non sia poi così necessario). Considerato che lo scorso 30 Ottobre c’è stata questa svolta epocale – in termini di riforma della Giustizia, vale a dire di separare le carriere dei Giudici e dei Pubblici Ministeri – si è ridefinito sia l’Ordine che il Potere giudiziario italiano, ergo, attendere l’esito di un referendum che sancisca di fatto ciò che è già stato deciso a priori in ambito parlamentare sarebbe un po’ come sparare sulla Croce Rossa, vista l’abnegazione al lavoro e soprattutto l’onestà che contraddistingue ogni cittadino italiano. In buona sostanza, votando SI – ovvero, consentendo ai Pubblici Ministeri di sottoporsi al controllo dell’attuale esecutivo – si favorirebbe, indipendentemente dagli schieramenti politici, qualunque autorità corrotta a frodare “legalmente” ogni singolo contribuente, vale a dire lo Stato stesso. E, come Qualcuno disse a suo tempo: Quando un Governo va contro la Magistratura vuole dire che la mafia si è insediata nelle Istituzioni. È questo che sta accadendo.