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Il cosciente inglese

“L’OSSERVATORE SPIATO” RIVISTA OCCASIONALE IN RETE

Il cosciente inglese

Finalmente anche dal Regno Unito pare che si stia propagando lo sdegno nei confronti di Israele: “La vergogna del mondo si riflette nell’immagine del piccolo Muhammed, retto in braccio da sua madre tra le macerie di una Striscia di Gaza prostrata ormai dalla fame.”, si legge dallo stralcio di un articolo pubblicato dal Daily Express qualche giorno fa, ed è del tutto evidente che l’immagine di quel corpicino, ridotto ad uno scheletro, abbia smosso le coscienze d’oltre Manica, a tal punto da riuscire addirittura a costringere il Primo Ministro britannico a dichiarare di voler riconoscere – questo Settembre, durante la prossima seduta plenaria dell’ONU, qualora lo Stato sionista continui a massacrare civili inermi (beninteso) – lo Stato della Palestina, unendosi così alle altrettante coscienziose risoluzioni proposte dal governo transalpino. In buona sostanza – giusto per chiarire una volta per tutte l’importanza del ruolo assunto dai cosiddetti Paesi Volenterosi in questa delicata fase di mediazione del conflitto mediorientale – quando a Gaza non ci sarà più una sola anima viva si riconoscerà con tutti gli onori del caso lo Stato della Palestina (così come d’altro canto aveva previsto con analoga lungimiranza l’attuale Presidente del Consiglio italiano, la quale a suo tempo dichiarò che non era ancora giunto il momento per riconoscere tale Stato). Tirando le somme, dunque, sarà soltanto grazie all’interesse nutrito dai Volenterosi per il popolo Palestinese che scoppierà la pace e che dalle macerie di Gaza sorgerà, senza se e senza ma, uno Stato a maggioranza araba e minoranza cristiana in una Terra che da sempre è appartenuta storicamente al regime sionista. Ed è proprio in virtù di queste coscienze che a qualcuno potrebbe perfino venire in mente di evocare le Sacre Scritture. Cito testualmente dal Libro della Sofonia, versetto 1,15-2,15: “Gaza sarà abbandonata, Ascalon sarà ridotta a Deserto, Azotus sarà cacciata via in pieno meriggio, e Accaron sarà sradicata. Guai a voi che abitate la parte del mare, la nazione dei Ceretei. La parola del Signore è contro di te, o Canaan, torna dai Filistei; io ti sterminerò a tal punto che non resti in te un solo abitante.” Ovviamente ogni singolo individuo responsabile del genocidio tutt’ora in corso – in particolar modo, gli esecutori materiali delle sparatorie mirate ai testicoli degli ormai scheletrici bambini – verranno processati dal Tribunale Internazionale dell’Aja secondo le attuali leggi vigenti che regolano la violazione dei diritti umani facendo emergere, in tempo reale, le nefandezze di un processo come quello che si tenne a Norimberga per le stesse identiche ragioni, o quasi, considerato che nei lager tedeschi i deportati ebrei qualcosa lo mettevano sotto i denti. Quanto al dopoguerra, questo dopoguerra – perché in sostanza è quello che interessa a tutti, per ovvie ragioni – consapevoli dell’enorme contributo (in termini di mediazione) offerto dalle coscienziose autorità europee, per prima cosa, oltre che a cessare il fuoco e riconoscere lo Stato Palestinese, i coloni israeliani intraprenderanno una risoluzione definitiva per il disarmo e, coadiuvati dall’amministrazione a stelle e strisce, eviteranno in futuro qualsiasi forma di usura emulando quotidianamente la parabola del buon samaritano. In linea di massima questo dovrebbe essere lo scenario.