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In alto le mani

“L’OSSERVATORE SPIATO” RIVISTA OCCASIONALE IN RETE

In alto le mani

Dopo il prevedibile risultato relativo all’esito delle ultime amministrative regionali – che hanno confermato ciò che era già noto, vale a dire che avrebbe vinto il Campo Largo in Campania e Puglia perdendo soltanto in Veneto e pareggiando così i conti con l’attuale maggioranza di governo – secondo i più accreditati analisti continua ad emergere un dato preoccupante: ovvero, l’inarrestabile calo di affluenza alle urne degli aventi diritto al voto. Ora, a prescindere sia dai risultati ottenuti dal cosiddetto attuale Campo Largo di centro sinistra in circa 10 anni di governo (indicativamente dal 1994 in poi, tra cui la colossale svendita dell’IRI al fine di far fronte al già enorme debito pubblico di allora, con il conseguente ingresso nell’Euro zona, che finì per indebitare irreversibilmente la popolazione) che da quelli ottenuti in circa 14 anni di governo di centro destra (dallo stesso 1994 in poi, senza ovviamente contare tutti i governi che si sono susseguiti in questi ultimi 30 anni) la domanda è: perché dovrebbe essere un dato preoccupante, visto che è da almeno mezzo secolo che in Italia l’astensionismo continua ad essere in costante aumento? Considerato che i grandi risultati ottenuti dagli eredi del fu Sua Emittenza – uno su tutti, le innumerevoli leggi ad personam che lo favorirono nell’aggirare gli oltre 35 processi di cui fu imputato (tra cui, concorso in strage, concussione, falso in bilancio, prostituzione minorile, corruzione, etc) sono, ad oggi, a dir poco controproducenti, e visto anche che il penoso siparietto cui le più autorevoli principesse e principi ereditari si sono resi protagonisti giorni or sono nell’atto di sostenere i propri candidati a guidare le regioni Puglia e Campania saltellando come giusto solo qualche beota da stadio è solito fare al grido salvifico di chi non salta comunista è, hanno dimostrato di quale pasta sono davvero fatti, si potrebbe rispondere che fino a che opereranno simili statisti l’astensionismo non potrà che estinguersi definitivamente! Forse però, dopo una più attenta analisi – dovuta anche alle conseguenti dichiarazioni rilasciate dal carro dei “nuovi vincitori” – è più opportuno ricordare che i programmi integrativi mirati ad aumentare gli stipendi reali dei cittadini in un Paese che impone circa il 70% di tassazione (giusto per citarne uno, dei tanti estrapolati dal contesto di tali dichiarazioni) non sono altro che mera propaganda, trita e ritrita, che si reitera ogni qualvolta emerge dalla narrazione mainstream il suddetto dato preoccupante. Quando si opera per il bene del Paese, per far sì che riesca finalmente a rialzare la testa e proclamare la propria indipendenza sovrana, occorre prendere decisioni coraggiose, che implichino scelte coraggiose soprattutto quando si governa. A proposito di questo è sufficiente ricordare che poco prima dell’imminente pandemia da Sars Cov 2 che ha radicalmente rovinato diversi equilibri relazionali tra gli individui – per non parlare delle vittime che si registrarono – il piano pandemico per arginare la diffusione del virus non fu aggiornato. Nel caso invece l’allora coalizione di governo lo avesse fatto, dicendo chiaramente alla popolazione che cosa stava accadendo ed evitando così di dimostrare di non essere altro che un Paese satellite che prende ordini esclusivamente da chi il mondo lo governa sul serio, con ogni probabilità avrebbe avuto la fiducia da parte della stragrande maggioranza degli astensionisti. La politica è anche e soprattutto questo: una vocazione, nobile, al servizio del Paese, una vocazione che è possibile fare anche senza dati o statistiche. È forse mai migliorata la condizione del ceto medio in questo Paese (senza contare le classi meno abbienti) da quando i governi che si sono susseguiti dalla prima Repubblica in poi si prostrarono in primis all’obbedienza imposta dall’amministrazione a stelle e strisce – consapevole di “aver contribuito” a salvare il Bel Paese dal nazifascismo – e poi alla sudditanza dei rappresentanti di un’ unione europea monetaria – che in vista della realizzazione del loro ambito progetto politico nemmeno si preoccuparono di farsi eleggere direttamente dal popolo (invece che soltanto dai deputati dei seggi) – i quali, non hanno fatto altro che distruggere l’economia dei Paesi membri al turpe scopo di tutelare la Difesa di quegli stessi confini che, con cinica premeditazione, sta ora causando una delle più aberranti eliminazioni di civili residenti nelle loro terre di appartenenza? È forse mai cambiato davvero qualcosa? Chi si dovrebbe preoccupare maggiormente dal fatto che ci sono persone che credono ancora che occorra ricordare ai cosiddetti irresponsabili (ovvero, gli astensionisti) l’importanza enorme che ogni singolo voto ha sulla vita delle persone, quando sono queste stesse persone che votano senza sapere che il loro voto conta meno del due di picche ad essere i più penalizzati? Gli elettori, oppure gli eletti?