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Sbendata con spada

“L’OSSERVATORE SPIATO”

RIVISTA OCCASIONALE IN RETE

Sbendata con spada


Le recenti polemiche che hanno infiammato il dibattito pubblico – in particolare quello sui social media, e generate dall’intervento dell’attuale Procuratore di Napoli durante una nota trasmissione tv, polemiche volte a strumentalizzare trasversalmente l’orientamento politico in vista del prossimo esito referendario riguardante la riforma della Giustizia – non hanno fatto altro che infangare la memoria dei giudici Falcone e Borsellino, i quali – conoscendo a menadito ogni singolo ingranaggio della Macchina della Giustizia tricolore e sacrificandosi in difesa del Bel Paese proprio per cercare di fare luce sulle troppe ombre che oscurarono (e che purtroppo disgraziatamente ancora oscurano) gli azzurri cieli del Parlamento dalla loro uccisione in poi – avrebbero meritato sì, dei degni successori, invece che dei codardi travestiti da governanti pronti soltanto a mistificare la realtà dei fatti. Perché dunque citarli? A quale scopo? Perché estrapolare le loro dichiarazioni, vere (talmente vere che sono stati ammazzati per questo) per poi decontestualizzarle – nel caso delle autorevoli fonti di informazione che hanno suggerito tale “bufala” all’attuale Procuratore di Napoli – o anche addirittura – come nel caso dei codardi travestiti da governanti, inclusi tutti i loro assennati elettori – trarne un profitto insperato, in termini multimediali, se non per strumentalizzare l’orientamento politico con l’aggravante, per i primi, di aver fatto mea culpa consapevoli di essersi tirata da soli la zappa sui piedi? Va da sé che, per i secondi, d’ora in poi – fino alla fatidica data del referendum – le attenuanti si moltiplicheranno perfino più di quei pani e di quei pesci che si moltiplicarono così copiosamente in quel di Cafarnao, consentendo loro di replicare all’infinito l’ennesimo Miracolo Italiano; e poco importa che sia intriso di una taumaturgia contemporanea, o post-mortem, quel che conta è e che sarà sempre considerato un miracolo a tutti gli effetti, tanto per gli allora mandanti – che commissionarono gli omicidi dei giudici Falcone e Borsellino e che continueranno a farsi in quattro pur di trasmettere ai loro successori quella suprema arte del farla franca, nonostante l’indubbia responsabilità dei loro ruoli dimostrò pubblicamente la collusione tra le istituzioni e la criminalità organizzata – quanto per i loro degni successori bipartisan.