“L’OSSERVATORE SPIATO” RIVISTA OCCASIONALE IN RETE
Ieri, a poco più di tre mesi dalla commemorazione della mesta ricorrenza dell’Olocausto perpetrato dal regime nazifascista nei confronti del popolo ebreo, l’attuale Ministro (italiana, di sesso femminile) per le pari opportunità e la famiglia ha detto testualmente che le gite ad Auschwitz sono utili solo ad incolpare il fascismo, in sintesi: che sono un modo per ribadire che l’antisemitismo era una questione fascista. Letta così, in chiave ironica, questa arguta dichiarazione la si potrebbe facilmente interpretare come un paradosso neo liberale, forse, o forse la si potrebbe paragonare ad un’improbabile esternazione della così tanto contestata Relatrice speciale dell’ONU (stessa nazionalità e medesima appartenenza di genere del suddetto Ministro) la quale, in un eccesso di delirante disprezzo verso il popolo palestinese avesse dichiarato che la crociera della Flotilla si è finalmente conclusa con un meritato epilogo. Resta il fatto che – sebbene i negazionisti dell’Olocausto fossero già presenti allora – quella Memoria esiste ancora, per fortuna, mentre invece – nonostante i negazionisti travestiti da imbonitori occupino gli spazi della propaganda sionista diramata ininterrottamente negli attuali “salotti” televisivi – la Memoria del Genocidio perpetrato dallo Stato di Israele nei confronti del popolo palestinese si sta già in qualche modo offuscando. Se la vita di un essere umano palestinese equivale a nemmeno due sacchi di farina che qualche sciacallo tenta di rivendere a un altro disperato perché sta morendo di fame, e se oltretutto questo genere di notizie viene deliberatamente omesso dalla narrazione dominante per non urtare la sensibilità di chi magari preferisce andare a giocare a golf piuttosto che deprimersi continuamente, chi potrà ancora ricordarsene? A che cosa dovrebbe dunque servire il così tanto declamato piano di pace – che nella giornata di oggi prevede il rilascio degli ostaggi israeliani ancora vivi in cambio di detenuti palestinesi – se, secondo i nuovi negoziati in atto, in Palestina si dovrebbe insediare un’amministrazione governativa internazionale a guida angloamericana? Se l’obiettivo finale da parte dell’amministrazione a stelle e strisce sarebbe quello di cercare di stabilizzare la situazione politica in prospettiva di un futuro Stato Palestinese, che Israele non accetterà mai, perché illudere un popolo martoriato dalla barbarie con false speranze e al contempo avallare il folle progetto di ricostruzione per una nuova Gaza Eldorado? Del resto se – sempre ieri, nella più totale indifferenza, all’ennesima festa annuale di un giornale che purtroppo ancora troppi individui leggono – un ex Presidente del Consiglio (italiano, maschio) è riuscito a dichiarare “non mi spiego come Albanese, pur dicendo cose infami, venga invitata dai Partiti” – e nessuno ha avuto il coraggio di contraddirlo, come si può pensare ancora di riconoscere il vero dal falso in un mondo che nemmeno si ricorda più di come si manifesta la dignità umana?