“L’OSSERVATORE SPIATO” RIVISTA OCCASIONALE IN RETE
Fare spendere il 5% del PIL ad ogni Paese membro dell’Alleanza Atlantica al solo scopo di difendere i propri confini territoriali e, al contempo, raddoppiare i dazi nei confronti dell’unico Paese che si è rifiutato di obbedire a tale imposizione, equivale ad eleggere il POTUS tycoon come unico vero rappresentante della diplomazia internazionale in grado di mettere tutti d’accordo, oltre che ad insignirlo – di diritto e per meriti indiscutibili – del Premio Nobel per la Pace. In uno Stato sovrano, il foraggiare con fondi pubblici e in modalità cassa continua un’industria bellica come quella che prende ordini dall’amministrazione statunitense (che fin dalle sue tutto sommato recenti origini basa la propria economia nel produrre morte e devastazione ovunque con il pretesto di esportare democrazia ovunque) a scapito ovviamente dei servizi essenziali che dovrebbero poter essere forniti ai contribuenti nel migliore dei modi possibili in qualsiasi Stato, significa, in primis, rispettare alla lettera l’articolo più conosciuto della Costituzione italiana, agire in completa autonomia emendando qualsiasi provvedimento legislativo consono al welfare e allo stato di diritto, e in ultimo dimostrare un innato senso di responsabilità verso le Istituzioni. L’accordo sul Riarmo Atlantico – stipulato in quel dell’Aja – è stato in una parola (a detta dello stesso attuale POTUS) monumentale, che tradotto in termini più comprensibili vorrebbe dire che nessuno avrebbe mai sperato di arrivare ad una simile convergenza di visioni politiche così lungimiranti. Tramite questo benedetto accordo dunque, si è voluto dare un segnale forte ed inequivocabile alle popolazioni del mondo intero; in altre parole si è voluto dimostrare inconfutabilmente chi sono i reali Stati aggressori e chi invece sono i reali Stati aggrediti, si è voluto decretare insomma, senza se e senza ma, che d’ora in avanti la pace sarà imperitura, che gli Stati del Medio Oriente dove ancora oggi vige un regime di Terrore eviteranno accuratamente di insorgere un’altra volta e che, soprattutto, mai più potranno coalizzarsi con altri Stati d dubbia integrità morale, questo sia detto per inciso. Quanto all’esponenziale espansione della Repubblica democratica sionista – avallata non soltanto dagli storici alleati a stelle e strisce, ma ora anche dai Paesi europei cosiddetti Volenterosi (tra i quali spicca la Germania, il cui attuale Cancelliere ha avuto il coraggio di dichiarare che Israele a Gaza sta facendo il lavoro sporco anche per la UE) – occorre ricordare che l’aver voluto deliberatamente aprire 7 fronti di guerra in poco più di 20 mesi è da considerarsi un atto giustificato, oltre che salvifico per l’Occidente, e che di fatto i propri vertici istituzionali non si sono mai permessi (nemmeno per un solo istante) di violare alcun diritto umano. Ergo, si bellum vis, pacem para.