“L’OSSERVATORE SPIATO” RIVISTA OCCASIONALE IN RETE
Violando per l’ennesima volta le norme del diritto internazionale e cancellando del tutto i diritti umani di quelle persone che, loro malgrado, sono diventate le vittime ideali da immolare nelle continue guerre che vengono studiate a tavolino per convenienza e scatenate esclusivamente per brama di dominio, gli Stati Uniti d’America, in collaborazione con lo Stato di Israele hanno ‘finalmente’ dato inizio alle tanto attese quanto sospirate ostilità contro la Repubblica islamica dell’Iran con la cosiddetta operazione “Ruggito del Leone”. Un’operazione pianificata nei minimi dettagli per eliminare, in primis, l’ayatollah Khamenei nel tentativo di far capitolare il regime, e in secondo luogo per liberare dal giogo dell’oppressione e di una repressione che dura ormai dal remoto 1979 (quando ancora era in carica l’ayatollah Khomeini) ogni singolo aspirante pasdaran esportando la sola forma di governo degna di essere rappresentata da un Paese libero, ma soprattutto civile, nel 2026. Premesso che tale operazione avrebbe dovuto essere ridefinita con il più appropriato “Ricatto del Pedofilo” per ovvie ragioni, e che invadere uno Stato sovrano come l’Iran – che può contare sul sostegno militare turco, per non parlare di quello russo o cinese – non potrebbe che portare ad una tragica conclusione nella migliore delle ipotesi, quale sarebbe il vantaggio, per il mondo occidentale? Con la logica chiusura dello Stretto di Hormuz verrà forse calmierato il prezzo del greggio al barile da 70 a 7 $, forse? Oppure, dopo magari altri 3/4 anni di barbarie e mattanze perpetrate nei confronti di civili inermi (meglio se su delle alunne scolastiche al di sotto dei 14 anni) e l’incenerimento di intere metropoli, ci sarebbe l’opportunità di appaltare la ricostruzione ai cosiddetti Paesi Volenterosi? Il ‘modello’ democratico – così tanto decantato dall’Occidente e imposto da USA e Israele a suon di ricatti (che non si possono definire in altro modo se non che fondamentalisti) a quei Paesi il cui unico interesse, da parte dei suddetti Paesi ricattatori, è di sottometterli sfruttando al massimo ogni loro singola risorsa – difficilmente potrebbe insediarsi in Iran, per svariate ragioni, la prima delle quali fa capo (per paradosso) allo stile di vita più comune del popolo islamista in genere: sebbene da un Paese occidentale ‘libero’ sia piuttosto semplice sostenere che tale modello non funzionerebbe in un regime totalitario e repressivo, specie per le donne – considerato che chi lo dice vive in Europa o negli USA – in quale maniera i Persiani, i Curdi, gli Azeri o i Gilaki potrebbero mai accettare un giorno di emulare gli esecrabili atti di pedofilia e di satanismo commessi proprio da chi rappresenta il mondo occidentale e che perciò dovrebbe dare il buon esempio, ma soprattutto per quanto tempo potrebbe durare un governo formato dal discendente di un ex monarca eletto da un popolo che non ha fatto altro che vedere sia USA che Israele come i peggiori nemici di sempre? Dunque ad oggi – entrati già nel secondo giorno di quella che potrebbe diventare sul serio la fine di tutte le guerre – è presumibile, o per meglio dire è ovvio, che anche questa assurda invasione possa essere giustificata dalla narrazione dominante come un’operazione congiunta preventiva al fine di debellare una volta per tutte il terrorismo in ogni sua forma e sostanza, e che pertanto sia da archiviare a posteriori come l’ennesima ‘normalità’ che tutti avrebbero il ‘dovere’ di affrontare nel mondo complesso in cui viviamo. Del resto, la nota scelta tra Guerra o condizionatore ‘insegna’. Così come pure ‘insegna’ la dichiarazione dell’ultima ora rilasciata ai microfoni del New York Times dall’attuale POTUS, il quale, alla domanda su chi vorrebbe vedere alla guida della Repubblica Islamica ha risposto di avere già tre ottime scelte, ma che tuttavia la priorità è quella di finire il lavoro.