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Il Mondo e la Torre

“L’OSSERVATORE SPIATO” RIVISTA OCCASIONALE IN RETE

Il Mondo e la Torre

Alla luce di quanto è purtroppo avvenuto con il genocidio del popolo palestinese e di quanto avverrà tramite l’unione (finalmente ufficiale!) dei due Paesi che la Storia ricorderà un giorno, forse, come gli Stati terroristi per antonomasia, come si può ancora negare l’evidente responsabilità di quel che sta avvenendo in Iran omettendo l’enorme portata di devastazione che sta comunque colpendo anche Israele, sapendo oltremodo che le documentazioni audiovisive che riprendono i luoghi dei rispettivi massacri in tempo reale sono alla portata di qualunque detentore di un dispositivo digitale? Nonostante il (testuale) diritto di attaccare qualsiasi Paese io voglia (preconizzato dall’attuale POTUS l’altro ieri) e malgrado il monito lanciato dall’attuale premier israeliano (incriminato dalla Corte Penale Internazionale per crimini contro l’umanità) di sanzionare e imprigionare per almeno 5 anni chiunque sia in grado di pubblicare le immagini di devastazione in corso a Tel Aviv, a poco più di una settimana dall’inizio delle ennesime ostilità anelate dai suddetti Stati terroristi, in quel di Tel Aviv i sionisti stanno assistendo alle quasi identiche barbarie che i palestinesi hanno subìto per decenni nei loro territori, con la sola differenza che – disgraziatamente per i semiti – se un tempo i sionisti sognavano un mondo senza la Palestina, lo stesso mondo coalizzato e in rivolta potrebbe anche vedere un futuro senza lo Stato di Israele. Il progressivo rilascio delle documentazioni audiovisive relative ai fascicoli del caso Epstein, o per meglio dire la superficie dell’iceberg di pedofilia e di satanismo contenuti in quei fascicoli, sta dimostrando al mondo intero chi sono e che cosa hanno fatto in realtà diversi rappresentanti di questi Stati terroristi, in nome della democrazia, per governare e condurre l’umana specie verso la soglia dell’abisso nucleare. Eppure, se né le congetture, né tantomeno le prove documentate relative ai crimini commessi contro l’umanità minuto per minuto sono sufficienti a scuotere e a mobilitare le coscienze di persone autorevoli (come quelle che presiedono l’ONU, si presume) che dovrebbero avere il potere di porre in stato di fermo questi criminali, in quale altro modo l’umanità potrà salvarsi? Se la rivolta non parte dal basso, come potrebbero gli elettori di qualsiasi Paese democratico ambire a un governo che ‘dall’alto’ della sua vocazione mira al bene sociale e comune? Giocandosela ai tarocchi, forse? La situazione attuale non lascia certo spazio a interpretazioni. Chi la interpreta è perché è o è ‘indottrinato’ a tal punto dalla narrazione dominante da non riuscire più a distinguere la finzione dalla realtà – non a caso negli USA è stato di recente divulgato un video gioco in cui si può addirittura interagire virtualmente con le reali atrocità che si stanno commettendo – oppure è perché percepisce un regolare stipendio e obbedisce come il peggiore dei servi viscidi ad ogni singolo ordine impartito, dimenticando che un giorno potrebbe fare la stessa fine delle vittime sacrificali, delle quali ha deliberatamente omesso di denunciare i carnefici.