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24 Marzo 2026
XXV IV MMXXVI
25 Aprile 2026
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Il pistolero orbo

“L’OSSERVATORE SPIATO” RIVISTA OCCASIONALE IN RETE

Il pistolero orbo

Secondo l’ultima – o quanto meno una delle ultime assennate dichiarazioni ufficiali dell’attuale POTUS – oggi dovrebbe essere la data di scadenza per la Repubblica islamica Iraniana per rispettare il Suo primo ultimatum e fare così un accordo (sempre dopo aver vagliato tutte le proposte possibili e immaginabili esaminate al tavolo dei negoziati, sia detto per inciso). Detto ciò, visto l’esponenziale aumento di consensi nei confronti di tale luminare stratega e considerati anche gli effetti benefici causati dalle politiche da Lui stesso attuate – soprattutto in termini di ritorno energetico – la domanda è: perché si dovrebbero aspettare le elezioni di medio termine per esautorare il naturale delfino di Lincoln, suo successore a distanza? Per quale ragione non richiedere l’impeachment, prima che lo stesso POTUS possa silurare altri suoi fidati collaboratori di Giustizia (vedi la relativa ex Ministro ultra conservatrice, la quale, alla recente domanda posta da un Senatore riguardante gli Epstein files replicò domandandogli a sua volta se si fosse o meno reso conto in quella splendida giornata di quanto fosse in rialzo in Dow Jones) onde così evitare che l’inevitabile onta di aver ingannato il popolo MAGA lo sommerga sotto km e km di melmose sabbie mobili? Vero è che non c’è il due senza il tre (a proposito di impeachment, visto che il suddetto stratega venne assolto in precedenza per ben due volte nonostante l’interminabile elenco dei capi d’imputazione a lui contestati) ma è altrettanto vero che i danni che causerebbe da oggi fino al prossimo Novembre, se fosse ancora POTUS, potrebbero risultare apocalittici. Dunque non resterebbe che un solo modo per cercare di risolvere questo tragico climax geopolitico che si è venuto progressivamente a creare, ovvero: che la maggioranza dei Membri della Camera dei Rappresentanti dell’attuale amministrazione abbiano una presa di coscienza che li induca ad emulare l’ormai ex Capo di Gabinetto della Casa Bianca e ad esortare chiunque, nell’ambito governativo, non possa schierarsi contro per ovvie ragioni. Dal fronte opposto invece, l’Esercito Iraniano ha risposto ieri in una dichiarazione ufficiale sostenendo che la retorica arrogante dell’attuale POTUS non ha alcun effetto sulle sue operazioni e che, in buona sostanza, le sue minacce di poter distruggere l’Iran da un giorno all’altro sono totalmente infondate. Ciò che però risulta ancora più inquietante in tutte queste storie di morti e di devastazioni non è tanto il non voler riconoscere i Paesi aggressori da quelli aggrediti – o per meglio dire, riconoscerli esclusivamente usando due pesi e due misure – quanto è l’ambire di stringere alleanze con Paesi che da quando esistono non hanno fatto altro che basare la propria economia nel fare guerre preventive portando morte e devastazione nel mondo, contribuendo così a rispettare le linee guida sostenute da chi già disse, a tempo debito, che a forza di far valere la legge del più forte «occhio per occhio e il mondo diventerà cieco».