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Immagina, ora puoi.

“L’OSSERVATORE SPIATO” RIVISTA OCCASIONALE IN RETE

Immagina, ora puoi.

A metà strada tra l’immensità dei Cieli e le umane miserie terrene, sopra un cumulo di nuvole scure e minacciose ogni tanto si forma uno spazio bianco, triangolare, al cui interno sono presenti altre nuvole, leggermente più chiare, di svariate forme: quella centrale è a forma di sbarra ed è posta in verticale. Alla base invece (o se si preferisce al fondo della suddetta sbarra) ci sono dodici scranni, mentre alla sommità del menzionato spazio, uno soltanto. In data odierna tali dodici scranni sono occupati da tre Santi, tre Angeli, tre Putti e tre Cherubini. L’unico scranno posto alla sommità della sbarra è invece occupato dal fu Sua Emittenza. In questa sorta di limbo giurisdizionale è buona norma stilare un resoconto delle attività che si svolgono ogni giorno tra le miserie terrene e – alla luce dell’esito referendario indetto proprio dal Partito di Preponderanza, esito emerso nella giornata di ieri 23/03/2026 – si sta svolgendo un processo a carico del suddetto fu Sua Emittenza (altrimenti noto come B., B come beato, beninteso) i cui conseguenti capi d’imputazione sono suddivisi in vocazione politica, filantropia e attitudine all’essere incensurato. Dunque, alla seguente domanda posta a seguito delle udienze preliminari dal Pubblico Ministero (rappresentato dal Primo Angelo), ovvero: «Venerabile B., in qualità di imputato per il reato di vocazione politica ed essendo ora oltretutto venuto a conoscenza dei fatti che laggiù hanno sancito una netta vittoria del fronte del NO, in materia di riforma della Giustizia, Lei come si dichiara: innocente o colpevole?» «E me lo domanda pure? Ma signor Angelo del Signore, mi consenta di dirle che ponendomi questo genere di domande rischia di offendere la mia intelligenza, cribbio! Andiamo, su (…) colpevole, colpevole!» «Mentre invece per il reato di filantropia?» gli domanda ancora il PM «Senta… intanto chiedo venia per il tono che sto usando, che con il tempo che ho già avuto modo di passare qui riconosco essere un po’ alterato… ma mi perdoni: andando avanti di questo passo il tempo lo perderemo entrambi, non le pare? Anzi, arrivati a questo punto, facciamo una bella cosa: mi dichiaro colpevole anche per il reato dell’attitudine all’essere incensurato poiché nella mia vita terrena ho sempre avuto l’onore di avere non soltanto una fedina penale immacolata, ma anche candida e pura! Le può bastare come risposta, signor Angelo del Signore?» «Naturalmente Venerabile B,, naturalmente. (poi, dopo aver alzato lo sguardo verso l’alto) Non ho altre domande Vostro Onore.» Dallo scranno posto all’estrema sinistra si alza quindi l’Avvocato Difensore del fu Sua Emittenza (rappresentato dal Primo Santo), il quale domanda all’imputato: «Che cosa ne pensa dell’esortazione al sistema clientelare per accaparrarsi il voto, invocata da un soggetto lucano… non faccio nomi proprio perché, come Lei bene sa, qui si dice soltanto il peccato e mai il peccatore… in aperta campagna? (referendaria beninteso) Ha fatto bene oppure ha fatto male a fare questa esortazione durante la campagna referendaria in materia di riforma della Giustizia?» «Ha fatto benissimo! Ci mancherebbe (…) era il minimo che potesse dire!» «Che cosa mi dice invece di quell’altra, quella che ha dichiarato che i Magistrati sono come un plotone d’esecuzione?» «Che senza dubbio è una persona che sa il fatto suo e che è senz’altro consapevole della persecuzione e dell’accanimento giudiziario perpetrato nei miei confronti!» Dopo aver scrutato per un lungo istante l’alto dei Cieli, l’Avvocato Difensore si limita a dire di doversi appellare alla clemenza della Corte. Dopodiché si rialza il Pubblico Ministero e, dopo aver guardato per un breve istante l’alto dei Cieli ed aver annuito, intima al fu Sua Emittenza di alzarsi prima in piedi, confessandogli in via confidenziale che le domande per i reati a Lui imputati gli sono state poste in chiave pseudo ironica. Poi, dopo avergli ordinato di inginocchiarsi e dopo che lo stesso si mette in ginocchio, gli dice chiaro e tondo che, dichiarandosi colpevole, al momento opportuno dovrà scontare una pena eterna insieme ai suoi simili, e che tale pena verrà commisurata nei seguenti modi: per il reato di vocazione politica l’imputato Sua Emittenza dovrà perennemente svolgere mansioni utili alla società; per il reato di filantropia, l’imputato dovrà risarcire per sempre ogni singolo cosiddetto povero cristo rimasto senza un lavoro e senza una casa (grazie alle politiche da Lui stesso propinate) con tutto il Suo patrimonio economico, anche quello ereditato da parenti e affini, va da sé; per il reato di attitudine all’essere incensurato, l’imputato dovrà continuare a rimanere detenuto in eterno in un carcere di massima sicurezza, onde evitare di nuocere ancora a una società civile e democratica.